
Napoli – Roma, comincia con un omaggio a Diego Armando Maradona la trasferta romanista in previsione della partita di domani sera. Sarà Bruno Conti a portare un omaggio al campione argentino simbolo della Napoli del calcio. Conti a Roma era chiamato MaraZico, una fusione tra Maradona e Zico, e con Maradona ha giocato tante partite da avversario, compresa la sfida durante il mitico Mondiale del 1982. Per ovvie ragioni di sicurezza e concomitanza col match previsto in serata, non potranno essere presenti i componenti della squadra.
Non era scontato come gesto e potrebbe essere considerato distensivo tra le due tifoserie. Anche se ovviamente nessuna delle due sarà presente allo stadio a causa delle limitazioni per la pandemia.
Era una bella gita andare a Roma per vedere la partita: si partiva presto al mattino nonostante la distanza non fosse enorme. Si andava a fare la scampagnata, era una gita più che una trasferta, che culminava con la partita. Tifosi azzurri e giallorossi mischiati sugli spalti a godersi lo spettacolo del calcio.
Carovane di auto e pullman che negli anni 80 seguivano la squadra, circa in 20.000 nell`anno del primo scudetto. E si univano con i tifosi giallorossi per celebrare un gemellaggio che accomunava le due tifoserie più calorose d’Italia.
Il Napoli era sotto di un gol ed erano rimasti in 9 in campo per l’espulsione di Renica e Careca, a pochi minuti dalla fine Maradona batte un calcio d’angolo, in area svetta Francini che insacca per un insperato pareggio. La partita finirà così e avrebbe potuto essere un risultato che metteva tutti d’accordo, ma durante i festeggiamenti sotto la curva giallorossa Salvatore Bagni rivolse ai tifosi avversari il “gesto dell’ombrello”, scatenando le loro ire.
Come quando nel 2001, anno in cui la Roma vinse lo scudetto. I pochi impavidi sostenitori giallorossi furono vittime di lanci di pietre e pioggia di urina e sputi mentre erano ingabbiati nel settore ospiti dello Stadio napoletano.
Episodi deprecabili da una parte e dall’altra, è sempre triste ricordare la morte di Ciro Esposito: il tifoso napoletano colpito a morte in un agguato romanista. L’occasione era la finale di Coppa Italia Napoli – Fiorentina, ma la partita veniva giocata a Roma e i supporters partenopei erano attesi dai giallorossi.
“Per colpa mia non c’è più il gemellaggio – ammette l’ex centrocampista del Napoli – Nel 1987, al termine del derby finito 1-1 con noi che pareggiammo con Francini e in nove uomini, feci il gesto dell’ombrello sotto la curva Sud. Da allora si è spezzata l’amicizia tra le due tifoserie. Mi pentii e chiesi scusa, ma non bastò”.
Ma potrebbe non essere l’unico motivo di astio: neanche il passaggio al Napoli del laziale Bruno Giordano è stato ben visto dai tifosi capitolini.
Maradona era in campo il 25 ottobre del 1987, l’omaggio di Bruno Conti all’amico e campione potrebbe stemperare l’astio. Dopo tutto quello che è accaduto è difficile tornare indietro, ma l’orgoglio deve lasciare il posto al cordoglio comune e soprattutto allo spettacolo del calcio. Lo sport che Maradona amava più di ogni altra cosa.
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