
Si sa che a Napoli l’attesa per i mezzi del trasporto pubblico può essere estenuante ed esasperante. Stavolta, però si è esagerato. Avrebbe dovuto restare chiusa per 6 mesi, causa lavori, a partire dallo scorso ottobre. Invece la riapertura della Funicolare di Chiaia, molto probabilmente, slitterà nella primavera 2024. È quanto emerge dalla riunione della commissione Infrastrutture del Comune di Napoli che ha incontrato l’assessore Edoardo Cosenza e la responsabile dell’area Infrastrutture per discutere della manutenzione straordinaria della funicolare di Chiaia.
La situazione che si è venuta a creare, ha spiegato l’assessore Cosenza, è il frutto di anni di ritardi e di errori di progettazione. Il progetto originale infatti non aveva le risorse economiche sufficienti a realizzare gli interventi e per questo motivo le gare bandite negli ultimi anni sono andate deserte o non hanno avuto successo.
L’amministrazione sta cercando di risolvere la situazione attuale seguendo due strade. In una, cercando ulteriori fondi e utilizzando i mutui già esistenti con la BEI (Banca Europea d’Investimenti) per finanziare gli interventi; nell’altra, suddividendo la gara in due lotti: uno per le opere civili meno urgenti e uno per le opere elettromeccaniche necessarie per la riapertura dell’impianto.
Per quanto riguarda i tempi, la riapertura della funicolare di Chiaia è prevista per la primavera del 2024, al netto di eventuali ritardi procedurali non previsti. L’amministrazione sta cercando di ridurre al minimo i disagi per l’utenza, puntando sulle navette su gomma e sulla funicolare Centrale. Per quanto riguarda le prime, però, bisognerà tener conto di disagi creati dalla sosta selvaggia, una delle maggiori piaghe della città che non si riesce a contrastare in maniera netta.
Il presidente della Commissione Infrastrutture, Nino Simeone, ha sottolineato la necessità di affrontare efficacemente e rapidamente le criticità cittadine legate alla mobilità, come la manutenzione della funicolare di Montesanto, degli ascensori e di alcune stazioni della metro. Infine, ha chiesto all’amministrazione di garantire la realizzazione delle opere civili necessarie per rendere le stazioni fruibili alle persone con disabilità.
Intanto crescono- ed anche a pieno diritto- le proteste degli utenti. «Trovo assurda la privazione ai cittadini, per lungo tempo, di un mezzo di trasporto così strategico nel cuore della città a causa della cattiva gestione di chi ci amministra». Quando lo scorso ottobre la funicolare chiuse, profetizzammo- anche abbastanza facilmente e avendo poche incertezze- che i tempi si sarebbero dilatati e vedemmo dense nuvole minacciose all’orizzonte. Sono in effetti arrivate.
Il continuo rimpallo di responsabilità su ogni fronte e ad ogni circostanza, ci fa comprendere- una volta per tutte- che non è un problema di questa o quella amministrazione, ma che è una questione endemica, un male sin troppo radicato che colpisce la cittadinanza così come gli amministratori, i quali- è bene ricordarlo- non ci vengono mandati da altri mondi ma appartengono al nostro e da esso prendono, anche, tutti difetti come quello derivante del binomio improvvisazione/folklore i cui componenti vengono quasi sempre- anche implicitamente e inconsciamente- erroneamente e colpevolmente accostati.
di Fabio De Rienzo
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