
Sognare in grande e farlo attraverso una passione. La Napoli sportiva non si esprime solo ed esclusivamente attraverso il calcio maschile, anzi. Il capoluogo campano ha la fortuna di poter vantare più di un’eccellenza sul territorio in questo ambito. Realtà che operano quotidianamente, al netto anche di difficoltà infrastrutturali, per definire la propria storia e legarsi all’identità della città. La Napoli dello sport è una Napoli che sogna in grande. È una Napoli che non si abbatte e che guarda continuamente al prossimo obiettivo, competendo nelle categorie nazionali in diverse discipline. Perché sì, c’è una Napoli dello sport anche oltre il calcio maschile.
Il Team Volley Napoli è una di queste realtà. Una di quelle che con sacrificio e passione, partendo dagli atleti locali, ha definito la sua scalata fino alla Serie A3, con gli occhi e la mente rivolti sempre verso un sogno più grande. «Per questa stagione abbiamo fatto una bella rivoluzione, sostituendo otto giocatori su dodici, di cui parecchi da fuori la Campania. – Spiega il Direttore Generale del club azzurro, Francesco Matano. – La politica fino all’anno scorso era stata quella di valorizzare ciò che il territorio aveva prodotto. Quest’anno abbiamo fatto delle valutazioni diverse e ci siamo resi conto che per fare qualche step e rinforzarci, bisognava guardare anche al mercato nazionale».

Nuovi acquisti, tra giocatori che già militavano nel campionato di A3 ed altri con esperienza in A2, per puntare a far crescere il livello della rosa e del club. «Il livello di Serie A3 continua a salire. Si sta creando un solco sempre più impressionante con la Serie B: chi viene promosso e non cambia il roster, non riesce a restare nella categoria». Non solo un problema di qualità della rosa, ma ovviamente una questione legata anche all’impatto economico ed organizzativo. «Una squadra di Serie B che sale in A3 ha problemi organizzativi e strutturali difficili da risolvere, oltre che economici. È necessario un palazzetto che soddisfi certi parametri; c’è bisogno di una serie di accorgimenti tra videocheck, videowall ed altro che la Serie B non richiede. Sono anni che le sei squadre retrocesse non vengono coperte dalle promosse della Serie B. Noi siamo stati tra i folli che sono riusciti a fare la Serie A3 e a restarci».
La società partenopea guarda a questa stagione con l’obiettivo di posizionarsi tra le prime otto, quindi prendere parte ai playoff. Il sogno è quello di scalare le categorie fino alla Superlega, il che inevitabilmente richiede una riflessione anche sulle strutture a disposizione. «Penso che siamo gli unici in tutta Italia a giocare un campionato di Lega Pallavolo Serie A in una struttura scolastica. Ovviamente lo abbiamo reso molto accogliente. Le grandezze c’erano, ma chiaramente abbiamo dovuto fare degli investimenti, che con quest’anno raggiungono i 120-125mila euro». Il Pala Siani ad oggi si presenta come una struttura di tutto rispetto, che ogni partita in casa accoglie centinaia di tifosi. «Giochiamo, abbiamo una casa, l’avremo per l’A3. Oltre questa categoria, però, non si può giocare lì: servirà un palazzetto da 1000 posti. Infatti, come abbiamo detto anche nella conferenza stampa di presentazione al Royal Continental, stiamo già valutando delle soluzioni. L’obiettivo della società è di guardare avanti: pensare all’A2 vuol dire trovare una nuova casa».

La ricerca per un’eventuale nuova casa passa attraverso più forze coinvolte. «Stiamo cercando su Napoli delle strutture sportive che potrebbero accogliere una Serie A2. La cosa importante da capire è la gestione, perché c’è un discorso di costi legati alla concessione di un eventuale palazzetto. Per una struttura di questi livelli, non si parla mai meno di 80-90-100mila euro l’anno solo di concessione». Il Team Volley Napoli opera senza scopo di lucro, utilizzando gli introiti per il sostentamento della Serie A3 e per riqualificare le palestre. «In questo spirito vogliamo capire con il Comune di Napoli se si può intraprendere un percorso diverso di concessione degli spazi. Parliamo di palazzetti che, senza l’utilizzo da parte di società come la nostra, ad oggi sono praticamente abbandonati. Il punto è che il budget è quello: o lo orienti verso la gestione e la manutenzione del palazzetto oppure nel fare una squadra che rappresenti Napoli, creando entusiasmo, coinvolgendo famiglie e pensando quindi di arrivare ad una categoria più alta».
Una categoria più alta, perché il sogno resta sempre lo stesso. «Il sogno è sempre quello di portare Napoli in Superlega. Ovviamente tra il dire e il fare c’è di mezzo l’oceano, ma noi da buoni napoletani sappiamo nuotare. Ci impegniamo per questo».
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