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Napoli - Verona 2 - 1: quanta fatica

Pasquale Di Sauro
Pasquale Di SauroRedazione Informare
5 febbraio 20246 min di lettura

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Napoli - Verona 2 - 1: quanta fatica

Indice (5)

  • 1Primo tempo
  • 2Ripresa
  • 3Rimonta
  • 4Obiettivo Champions
  • 5Le pagelle di Napoli Verona

Al Maradona in novanta minuti il film della stagione del Napoli post scudetto. Un sequel il cui titolo potrebbe essere “caos”. Il mercato chiuso e i nuovi acquisti, le liste nazionali, europee e le esclusioni, il caso Zielinski, il mistero di Lindstrom, il trattamento di Demme, le parole di De Laurentiis in conferenza stampa alla vigilia prima che parli poi Mazzarri, il dubbio sul modulo, l’opportunità da cogliere per rilanciarsi in classifica e per ridare entusiasmo alla piazza, il vietato sbagliare contro un Verona rivoluzionato nella sessione invernale di calciomercato, tutto questo prima del calcio di inizio. Poi la partita comincia, non si sblocca, in vantaggio gli avversari, cambi e giravolte, ci pensano Lindstorm e Ngonge a raddrizzarla, poi Kvaratskhelia pennella e vuole sentire il boato del pubblico: caos.

Primo tempo

Per fare ordine nella confusione bisogna trovare un punto di partenza, che poi è anche la fine, perché Khvicha Kvaratskhelia fa tutto da solo o quasi. Indemoniato il georgiano è l’unico nel primo tempo ad impegnare i difensori e il portiere del Verona. Una volta con un destro a giro, un’altra con un tiro al volo, Montipò deve compiere due miracoli, anche i difensori faticano a contenere le iniziative di Kvara, Cabal lo stende in area di rigore, ma per l’arbitro e il VAR nonostante il contatto dubbio, è tutto regolare e si prosegue.

Simeone e Politano nel primo tempo non sfigurano, il primo ingaggia un duello tra pesi massimi con l’ottimo Dawidowicz, il secondo non brilla ma offre il solito lavoro in fase di manovra molto spesso sottovalutato, ma i problemi – seri – sono a centrocampo. Se il Napoli durante la prima frazione crea occasioni andando più volte vicino alla rete del vantaggio, è anche vero che il Verona ha una doppia clamorosa opportunità per punire in contropiede. Ciò che manca è l’equilibrio, 4-3-3 canonico, le due mezze ali Cajuste e Anguissa in fase di spinta non funzionano – Mazzarri richiama più volte il camerunense a non arretrare sulla linea dei difensori ma piuttosto a cercare l’inserimento verso la porta avversaria – e nemmeno in fase di non possesso, lenti, macchinosi, superficiali nel coprire gli spazi e andare al contrasto.

La difesa fa il suo, la coppia Jesus – Rrahmani rischia molto sulle ripartenze ma il discorso è più di squadra che di reparto, Mario Rui e Di Lorenzo possono fare di più ma non manca il solito spirito di sacrificio e la spinta dei due terzini. Cosa manca dunque al Napoli del primo tempo? Di nuovo, l’ equilibrio ma la squadra c’è e il gol non arriva anche per una questione di sfortuna e non soltanto di imprecisione sotto porta.

Ripresa

Baroni all’intervallo negli spogliatoi deve aver fatto notare ai suoi calciatori le due grandi occasioni mancate in contropiede. Se il Verona nel primo tempo ha pensato soltanto a difendersi basso chiudendo tutte le linee di passaggio, nella ripresa cambia e sorprende il Napoli, giocando anche con i nervi degli azzurri che sentono la pressione per non essere riusciti a sbloccarla. Il baricentro degli ospiti si alza, con esso anche il pressing sui portatori di palla e adesso c’è una match equilibrato. Il leitmotiv della partita cambia, si gioca a due porte, Gollini deve sporcarsi i guanti in più occasioni. A proposito di potenziali chance, il Napoli pur subendo a larghi tratti le iniziative degli avversari riesce comunque a creare due presupposti per il gol: nel giro di quattro minuti doppia occasione prima con Simeone che da due passi calcia in braccio a Montipò, poi il solito Kvara dopo le sue solite serpentine conclude ma la traiettoria esce di poco.

Mazzarri cambia senza indugiare. Mario Rui ammonito era già stato sostituito da Mazzocchi a pochi minuti dall’inizio del secondo tempo, a mezz’ora dal termine invece entrano Lindstrom (si proprio lui) e il nuovo acquisto Ngonge. I neo entrati impiegano tempo a carburare, il Verona ne approfitta anche perché gli azzurri si sbilanciano e perdono le distanze tra i reparti: al 72′ Suslov su calcio di punizione laterale pesca la testa di Coppola, il difensore salta più in alto di Mazzocchi e porta avanti gli scaligeri.

Rimonta

Il Napoli è sotto a poco di venti minuti dal termine. Il Maradona spinge sperando nella rimonta e sale in cattedra chi non ti aspetti: Lindstrom mostra – finalmente – le sue prime giocate importanti con la maglia azzurra. Il danese al 77′ trova sulla sua strada Montipo‘ a negargli la gioia del gol, il portiere del Verona bravo prima a disinnescare su Mazzocchi e poi sulla ribattuta di Lindstrom che si rifà al 79′ in veste di assist man: azione personale e passaggio vincente per la rete dell’ex Ngonge (sul tiro del neo acquisto la deviazione di Dawidowicz, la Lega decide per l’autogol del difensore).

Dopo il gol del pari entrano anche Raspadori e Dendoncker per il tutto per tutto. L’inerzia della partita è dalla parte degli azzurri, Kvaratskhelia è l’arma in più. Il georgiano a tre minuti dalla fine riceve in posizione più centrale e di spalle alla porta, tre tocchi per girarsi, danzare sul pallone e disegnare un arcobaleno che cade in porta alle spalle di un Montipo‘ che proprio non può opporsi questa volta. Il Maradona esplode, il Napoli rimonta e nel finale resiste.

Obiettivo Champions

Una fatica enorme, in rimonta come nell’ultimo incontro casalingo disputato con la Salernitana. In attesa dei recuperi (per la Supercoppa araba) il Napoli è distante quattro punti dalla zona Champions. Vincere ad ogni costo, non importa come, è il motto da scrivere sulla lavagna nello spogliatoio, è una stagione segnata dalla confusione dentro e fuori dal campo. La Coppa d’Africa è agli sgoccioli, Osimhen tornerà presto probabilmente già per Napoli – Genoa del 17 febbraio (salta il Milan). Al di là di chi parte e chi resta, di chi già ha la valigia pronta o di chi è appena arrivato e deve dimostrare (guadagnare il riscatto), Mazzarri è costretto a navigare nel mare in tempesta per portare la barca nel porto a giugno, viceversa allora sarà un fallimento, adesso è ancora possibile compiere un buon lavoro.

Le pagelle di Napoli Verona

Gollini 6.5

Di Lorenzo 6

Rrahamani 6

Juan Jesus 6

Mario Rui 6 (52′ Mazzocchi 6)

Anguissa 5.5

Lobotka 6.5 (82′ Dendoncker s.v.)

Cajuste 5 (62′ Ngonge 7)

Politano 6 (62′ Lindstrom 7)

Simeone 6 (85′ Raspadori s.v.)

Kvaratskhelia 7.5

All. Mazzarri 6.5

Tags
  • #Kvara
  • #Lindstrom
  • #mazzarri
  • #Napoli
  • #Ngonge
  • #verona
Pasquale Di Sauro
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