
C’è un confine netto che separa il mercato regolare da quello abusivo. Su via Toledo, uno degli assi commerciali e turistici più rilevanti del centro storico di Napoli, queste due realtà si scontrano ogni giorno sui marciapiedi. Tra le vetrine di storici marchi e il flusso costante di visitatori si distende, infatti, un vero e proprio bazar fatto di bancarelle improvvisate, teli stesi a terra, e oggetti che richiamano l’immaginario partenopeo: corni rossi, maschere di Pulcinella, calamite e gadget di ogni sorta.
Sono ormai decenni che il fenomeno dell’ambulantato abusivo ha assunto nel centro storico dimensioni sempre più strutturate. Non si tratta, infatti, di presenze sporadiche, ma di un sistema che si rigenera quotidianamente. Un fenomeno «in continua espansione», come ha denunciato Rosario Ferrara, titolare del negozio “La Girandola” e presidente del Consorzio Toledo-Spaccanapoli. Non a caso, infatti, un monitoraggio realizzato dal consorzio durante il mese di dicembre ha rilevato la presenza di circa 2/300 postazioni lungo l’intera strada. Un dato che sembra parlare senza filtri: il fenomeno dell’abusivismo non può essere più ignorato.
«Questa distesa di ambulanti lungo i marciapiedi di una via così importante è ovvio che costituisca un fastidio a 360 gradi», ha commentatoGiovanni Barbone, responsabile di Fusaro. Dopotutto, non è soltanto una mera questione di concorrenza economica: è l’occupazione del marciapiede, la difficoltà di accesso da parte dei clienti nei negozi e l’immagine complessiva della strada a risultare compromessi. A ciò si aggiunge anche il pesante danno identitario che una situazione del genere comporta. A tal proposito, è intervenuto Andrea Carlino, responsabile dell’azienda di famiglia “NapoliMania”, il quale ha sottolineato come molti prodotti venduti richiamino simboli tipici della tradizione locale, ma spesso di qualità scadente, finendo per svilire il lavoro centenario degli artigiani partenopei.
Ma non è tutto. La questione, infatti, ha finito inevitabilmente per richiamare l’attenzione delle istituzioni, e in particolare dell’assessore alla Polizia Municipale e alla Legalità del Comune di Napoli Antonio De Iesu, il quale ha evidenziato l’estrema complessità nell’ambito del contrasto del fenomeno. «Che esistano organizzazioni criminali che gestiscono la contraffazione è un dato chiaro e incontrovertibile», ha ribadito l’assessore, evidenziando come esistano ormai dei veri e propri canali di approvvigionamento illegali di merce contraffatta presso i quali i venditori abusivi si riforniscono quotidianamente.
Tuttavia, De Iesu ha voluto esprimere anche parole di incoraggiamento, segnalando come «su questo tema sono molto impegnate sia la Polizia Municipale sia la Guardia di Finanza, che esercitano una costante attività di controllo del territorio volte a risalire la catena della contraffazione». Un monitoraggio destinato ormai a intensificarsi sempre di più, anche alla luce dei lavori di riqualificazione del manto stradale in corso lungo l’intera arteria stradale.
Eppure, come ha evidenziato De Iesu, sul piano normativo il contrasto del fenomeno si scontra con limiti concreti. Per la vendita e la detenzione di merce contraffatta, infatti, scattano sequestri e sanzioni amministrative, che possono ammontare a diverse migliaia di euro, come ribadito all’interno del Testo Unico sul Commercio e dei regolamenti emanati dal Comune di Napoli. Nei casi più gravi, invece, scatta la denuncia penale, disciplinata anche dall’articolo 474 del Codice penale, con sanzioni che possono prevedere persino la reclusione.
Tuttavia, trattandosi spesso di soggetti nullatenenti o irreperibili, le multe restano inesigibili, e l’effetto deterrente si riduce drasticamente. Parallelamente, a dispetto delle evidenti complicanze a livello normativo, importanti sono stati i traguardi tagliati negli ultimi mesi da parte delle forze dell’ordine. Le operazioni di contrasto avviate lungo via Toledo da parte della Guardia di Finanza e della Polizia Municipale hanno infatti sequestrato migliaia di articoli tra gadget, capi d’abbigliamento e accessori con marchi falsi o privi di autorizzazione, con diverse denunce per contraffazione e ricettazione, oltre a numerose sanzioni. Interventi mirati, che hanno preso piede soprattutto durante i periodi di maggiore affluenza turistica, e che testimoniano un fenomeno radicato e capace di rigenerarsi rapidamente.
Via Toledo rappresenta dunque il simbolo di come la legalità da un lato e l’abusivismo dall’altro convivano in un fragile equilibrio. E se i sequestri e le sanzioni colpiscono il mercato visibile, il vero nodo resta bloccare i circuiti che alimentano il mercato della contraffazione, smantellando così le reti della criminalità organizzata. La partita, dunque, non si gioca solo sui marciapiedi: salvare le vetrine di via Toledo significa proteggere il commercio legale della zona, oltre che l’identità più autentica della città.
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