
Il primo ministro albanese Edi Rama ha annunciato la composizione del suo quarto governo consecutivo. Nel farlo, ha presentato al mondo una svolta epocale: un ministro fatto interamente con l’IA. Si chiama “Diella“, è una donna (per quanto possa avere senso parlare di genere di un’ IA) e si occuperà degli appalti pubblici, al fine di renderli trasparenti il più possibile.
Secondo il Corruption Perceptions Index, nel 2024 l’Albania è percepito come uno dei Paesi europei più corrotti, con un punteggio di 42 su 100 e una posizione globale di 80 su un totale di 180 Stati considerati.
Gli appalti pubblici sono da tempo fonte di scandali di corruzione in Albania, che secondo gli esperti è un centro di attività per bande internazionali che cercano di riciclare denaro proveniente dal traffico di droga e armi e dove la corruzione si è estesa fino ai vertici del governo.
Dove gli esseri umani falliscono, dunque, Edi Rama ha deciso di affidare la patata bollente ad un Intelligenza Artificiale, che si occuperà di esaminare ogni gara d’appalto attraverso la quale il governo stipula contratti con aziende private, valutando i meriti di ciascuna senza il rischio di corruzione, minacce o conflitti d’interesse.
In realtà Diella era un servizio già esistente, che dallo scorso gennaio guidava le persone nei servizi governativi del portale statale e-Albania, aiutandoli tramite comandi vocali con l’intera gamma di compiti burocratici necessari per accedere digitalmente a circa il 95% dei servizi ai cittadini.
A quanto pare, Diella era così brava che si è deciso farla ministra.
Non mancano i dubbi, legittimi, su questa vera e propria rivoluzione attuata dal governo albanese. Tralasciando il pericolo (probabile) di attacchi hacker, è controverso l’uso di un’Intelligenza Artificiale, sedicente garanzia di onestà e trasparenza, che però è controllata dallo stesso governo accusato di corruzione e favoritismi. Chi ci dice che il processo di addestramento della “ministra” non possa essere corrotto a sua volta per poter truccare gli appalti pubblici? Del resto, della realizzazione di Diella si è occupata l’Agenzia Nazionale albanese per la Società dell’Informazione, un organo pubblico, le cui gare d’appalto sono spesso accompagnate da reclami e accuse di favoritismo. C’è poi l’ipotesi che nel fare il suo lavoro, l’Intelligenza Artificiale possa semplicemente sbagliarsi. Di chi sarebbe la responsabilità a quel punto?
Aldilà di tutti questi dubbi che permangono, c’è una questione forse più alta sulla rivoluzione che Diella porterà alla politica, non solo albanese, ma globale. E riguarda l’ipotesi che, a dispetto di tutto ciò che si è detto finora, ogni dubbio venga fugato e la corruzione albanese venga smantellata grazie al lavoro di una ministra creata dall’IA. Cosa significherebbe per la politica del futuro? Sarà una soluzione al caos politico che dilaga in tutto il mondo? O, al contrario, sarà l’attore che spezzerà definitivamente ogni barlume di fiducia nel potere, inaugurando una res publica che sia nelle mani non più di esseri umani, ma di macchine molto più efficienti e oneste di noi?
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...