
Calendario (dell’avvento) alla mano manca sempre meno a Natale. La lista dei regali di Natale 2023 è a buon punto sì ma a troppi italiani mancano ancora alcune (fondamentali) caselline da riempire prima di subito. Il motivo? La spesa dei regali di natale cresce a 189 euro a testa, in aumento del 6% rispetto allo scorso anno. Questo è quanto emerge dallo studio Coldiretti/Ixe’ che traccia il primo bilancio dello shopping di Natale 2023.
In questo 2023 saranno ben 28 milioni gli italiani che si recheranno tra le bancarelle, ha affermato Coldiretti, con un prepotente ritorno degli acquisti fatti di persona rispetto al boom dell’online fatto registrare negli anni della pandemia.
A fare regali sono complessivamente quasi 42 milioni di italiani, che per il 32% contengono il budget sotto la soglia dei 100 euro, mentre il 38% arriva fino a 200 euro e un altro 12% si spinge a 300 euro. Ma c’è anche un 11% che spende tra 300 e 500 euro, un 2% che arriva a 1000 e una ristrettissima minoranza dell’1% che supera i 2000 euro, mentre un 4% preferisce non svelare quanto sborserà.
“In cima ai regali più gettonati si piazzano abbigliamento e accessori, subito davanti a prodotti alimentari e vino, che precedono giocattoli, libri e musica e articoli per la casa – ha sottolineato Coldiretti -. In quasi quattro case su dieci (37%) trovano inoltre quest’anno spazio sotto l’albero i cesti enogastronomici con una varietà di scelta per tutti i gusti e per tutte le tasche, dal patriottico al low cost, dal beauty al lusso, senza dimenticare la solidarietà e il fai da te”.
“La tendenza è però verso la personalizzazione con cesti fai da te a tema con i prezzi che variano notevolmente, ma normalmente oscillano da un minimo di 20 euro sino a superare i 200 euro per quello con specialità più ricercate ed esclusive – ha continuato Coldiretti -. La preferenza per il cibo testimonia la spinta verso regali utili e all’interno della famiglia, tra i parenti e gli amici si preferisce scegliere oggetti o servizi a cui non è stato possibile accedere durante l’anno”.
Coldiretti ha concluso: “Un fenomeno che è sostenuto in Italia dalla presenza della rete dei mercati degli agricoltori di Campagna Amica alla quale fanno riferimento oltre mille mercati dove è possibile acquistare senza intermediazione direttamente dai produttori cibi locali a chilometri zero che non devono essere trasportati da migliaia di chilometri di distanza e garantiscono maggiore freschezza”.
Aumentano i prezzi dei beni di prima necessità. Prezzi alle stelle rispetto allo scorso anno, per le arance Tarocco (+25%), le pere (+35) e le mele (+10%). Ma è maglia nera per gli ortaggi, i prodotti che, in questa settimana, hanno subito i maggiori rialzi; la colpa è del clima che, con il brusco abbassamento delle temperature, ha rovinato la produzione limitandone la disponibilità. Volano quindi i listini di lattughe e indivie (+30%), ma anche di zucchine (+40%) e cicoria (+20%); una corsa quest’ultima che potrebbe non arrestarsi durante le prossime due settimane in concomitanza con le festività.
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