
Da qualche anno, uno dei temi più discussi è quello della natalità. In occasione della terza edizione degli “Stati Generali della Natalità“, che si sono tenuti all’Auditorium della Conciliazione di Roma, l’argomento è di estrema attualità. Il forte calo demografico che si registra da anni è, attualmente, per il governo a guida Meloni, un argomento che preoccupa al punto che i vari ministeri interessati cercano misure atte a contrastare il fenomeno di “denatalità”: incentivi alle coppie giovani, assegni unici più consistenti, redditi straordinari di inclusione, cose che dovrebbero spingere verso un incremento delle nascite. Fanno riflettere le parole di Papa Francesco che ha partecipato, insieme al Premier Giorgia Meloni, agli “Stati Generali della Natalità”.
Il Papa si è espresso così: «Occorre predisporre un terreno fertile per far fiorire una nuova primavera e lasciarci alle spalle questo inverno demografico. E, visto che il terreno è comune, come comuni sono la società e il futuro, è necessario affrontare il problema insieme, senza steccati ideologici e prese di posizione preconcette”.
“Non possiamo accettare -aggiunge il Pontefice- che la nostra società smetta di essere generativa e degeneri nella tristezza. Non possiamo accettare passivamente che tanti giovani fatichino a concretizzare
il loro sogno familiare e siano costretti ad abbassare l’asticella del desiderio, accontentandosi di surrogati privati e mediocri: fare soldi, puntare alla carriera, viaggiare, custodire gelosamente il tempo libero”.
Si è fatto interprete di queste prime misure il Ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, che, agli “Stati generali della Natalità”, ha detto: «L’intervento che abbiamo fatto in queste ore sul caro pasta tra pochi giorni lo faremo sui prodotti dell’infanzia, su cui abbiamo tagliato l’Iva…», aggiungendo «sono piccole ma grandi cose perché il controllo sui prezzi dei prodotti per l’infanzia e della pasta è importante per le famiglie».
Non si è fatta attendere la risposta di Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori: «Siamo contenti che il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, annunci di voler intervenire nuovamente sui prodotti dell’infanzia, ma, visto il fallimento precedente, vorremmo sapere anche in che modo». E continua: «Gli alimenti per bambini, ad esempio, che a gennaio avrebbero dovuto scendere di prezzo, sono aumentati dello 0,1% rispetto a dicembre 2022 e a febbraio addirittura del 2,7% sul mese precedente, mentre gli Articoli per l’igiene personale e il benessere, prodotti naturali, voce che include pannolini e assorbenti igienici a gennaio ha subito un rialzo mensile dello 0,4%».
Gli interessi sottesi al tema “Natalità”, come si vede, toccano vari aspetti: etici, morali, politici, religiosi e sociali, nessuno è preminente, ma ciascun aspetto è parte integrante dell’altro. Non si può negare che la politica abbia un ruolo di primo piano, dovendo adottare misure necessarie ed operare scelte perché l’Italia, come ogni Paese che vive il calo demografico, è chiamata a reagire per invertire la tendenza: un aumento demografico giova al nostro Paese e, dando speranza ai giovani che progettano una famiglia, si contribuisce alla crescita dell’economia.
Papa Francesco ha unito il tema della Natalità a quello dell’Accoglienza: «Ecco, la natalità, così come l’accoglienza, che non vanno mai contrapposte perché sono due facce della stessa medaglia, ci rivelano quanta felicità c’è nella società. Una comunità felice sviluppa naturalmente i desideri di generare e di integrare, mentre una società infelice si riduce a una somma di individui che cercano di difendere a tutti i costi quello che hanno», e noi potremmo aggiungere che l’accoglienza potrebbe essere, oltre ad un valore aggiunto, una pratica economica vincente.
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