
Sono stati necessari ben 20 mesi per l’Unione Europea per questo passo e finalmente, dopo tempo è stato approvato il Nature Restoration Law ovvero la Legge sul ripristino della natura, tassello fondamentale del quadro del Green Deal.
Dalla proposta della Commissione dello scorso giugno, con 329 voti a favore, 275 contrari e 24 astenuti, ieri 27 febbraio la proposta è divenuta realtà.
«La legge sul ripristino della natura rappresenta un’opportunità storica per riportare la natura e il benessere delle persone al centro dei nostri valori. In un momento in cui l’Europa e l’Italia sono devastate da fenomeno catastrofici come inondazioni, siccità e incendi, questa legge contribuirà a garantire un futuro più sicuro e più sano per i cittadini europei», queste le parole del WWF, fiero del raggiungimento di un simile traguardo.
Ma perchè è da considerarsi così importante questo step? Vediamo assieme cos’è questo turbolento Nature Restoration Law e perchè si è sudato così tanto per il suo raggiungimento.
E sì, perchè l’essenza di simile atto è proprio questa, creare un futuro più verde. In che modo?
Attraverso il ripristino degli ecosistemi naturali danneggiati. Parliamo infatti di una legge che prevede che i Paesi membri dell’UE il ripristino di almeno il 20% di zone terrestri e marine entro il prossimo 2030, il ripristino degli habitat in cattive condizioni entro il 2040 per almeno il 60% e per almeno il 90% entro il 2050.
Ancora, obiettivo dell’atto è invertire il declino degli impollinatori entro il 2030, risorsa fondamentale per il sostentamento del nostro ecosistema. Abbiamo inoltre parlato spesso dell’importanza di preservare ed anzi spingere sul tema della biodiversità, di cui l’atto si fa forte sostenitore ponendosi come ulteriore obiettivo l’aumento della stessa con un restauro di buona percentuale delle zone umide.
Ciò che aveva rallentato l’adozione del Nature Restoration Law era sicuramente la forte spesa economica, parliamo infatti di circa 154miliardi di euro di spesa. Ma di fronte l’allarmante dato del 2021 dell’Agenzia europea dell’ambiente in cui si denunciava come circa l’81% degli ecosistemi UE fosse in cattive condizioni, l’UE non ha potuto più rimandare. Inoltre opportuno sottolineare come un ecosistema migliore comporrebbe numerosi effetti riflessi su tutto il mondo agricolo, lavorativo e come strumento di lotta alla crisi climatica, con importanti vantaggi futuri (tra cui anche ritorni sul piano economico).
In attesa del via libera del Consiglio e della successiva pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, oggi si può parlare di un buon giorno per l’Europa tutta, un giorno che segna la storia.
“La legge sul ripristino della natura diventerà uno dei due pilastri fondamentali della Strategia dell’UE per la Biodiversità 2030 e la prima normativa esplicitamente finalizzata al ripristino della natura in Europa”, queste le parole di Greenpeace.
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