
Ogni giorno sono troppe le donne nel mondo che muoiono durante la gravidanza o il parto, il che vuol dire circa una donna ogni due minuti. A denunciarlo è un nuovo rapporto delle agenzie delle Nazioni unite che lancia l’allarme senza interventi per migliorare il percorso di gravidanza e nascita. Si rischia la vita di oltre 1 milione di donne in più entro il 2030.
Per “mortalità materna” si intende la morte dovuta a complicazioni legate a gravidanza o parto: si verifica quando una donna è incinta e fino a sei settimane dopo la fine della gravidanza. Nella categoria sono comprese anche le morti causate da aborti non sicuri perché illegali o perché legali ma difficilmente accessibili.
Si sottolinea anche che all’interno di ciascun paese le forti disuguaglianze legate al reddito, all’istruzione o all’etnia aumentano significativamente i rischi di mortalità per le donne incinte, poiché aumenta la difficoltà di accesso alle cure.
Ha lavorato al rapporto: il Gruppo inter-agenzie per la stima della mortalità materna delle Nazioni Unite (MMEIG), che comprende l’OMS, il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), il Gruppo della Banca mondiale e il Dipartimento degli affari economici e sociali delle Nazioni Unite, Divisione Popolazione (UNDESA/Divisione Popolazione).
Complessivamente, tale rapporto, che tiene conto dei decessi materni a livello nazionale, regionale e globale, mostra che nel 2020 ci sono stati circa 287.000 decessi materni in tutto il mondo. Ciò sottolinea che, mentre tra il 2000 e il 2015 si sono registrati progressi significativi nella riduzione delle morti materne, dal 2016 in poi i progressi si sono in gran parte bloccati, o in alcuni casi addirittura invertiti.
In Italia nel 2020 si sono verificate 5 morti materne su 100.000 bambini nati vivi, un tasso in diminuzione rispetto alle 7 morti materne su 100.000 bambini nati vivi verificatesi nel 2015 e nel 2010 e alle 10 nel 2000.
Le cause maggiori della mortalità materna sono emorragie, ipertensione, infezioni e complicazioni derivanti soprattutto da aborti non sicuri che rappresentano circa il 10% del totale della mortalità materna in tutto il mondo. Infatti, l’OMS ha stimato che circa 270 milioni di donne non abbiano accesso ai metodi di pianificazione familiare e che circa la metà di tutte le gravidanze a livello globale non siano pianificate. Tutto questo causa 73 milioni di aborti all’anno, circa la metà dei quali non sono aborti sicuri.
Si legge, sempre secondo il rapporto, che probabilmente il Covid-19 ha ulteriormente frenato i progressi sulla salute materna. Ma si evince anche che l’impatto del Covid-19 non è stato ancora adeguatamente quantificato e che comunque non spiega la stagnazione a cui stiamo assistendo.
Così, l’OMS termina la sua indagine dicendo che la speranza è quella di ridurre il tasso di mortalità materna globale a meno di 70 decessi ogni 100 mila nati vivi entro il 2030.
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