
Lacrime di commozione, applausi, aneddoti e risate ripensando al tempo che fu. Può essere riassunto così l’evento tenutosi al Centro Fernandes di Castel Volturno il 19 febbraio scorso, giorno in cui è caduto il 72esimo anniversario dalla nascita di Massimo Troisi. Sono ormai passati più di trent’anni dalla morte dell’attore napoletano, ma il suo ricordo è ancora vivo e vegeto nelle menti e nei cuori di coloro che l’hanno vissuto appieno, dei tanti fan ed estimatori che negli anni l’hanno seguito, facendone un modello di valori ed ideali sul quale ispirarsi. Il Centro Fernandes, attivo come casa di accoglienza per immigrati sul litorale domizio, ha dunque dedicato un momento di commemorazione non solo al Troisi attore, ma anche al Troisi uomo, perché entrambi hanno lasciato un’eredità che mai nessuno ha saputo sopperire.


La prima parte dell’incontro è stata dedicata alla presentazione di “Caro Massimo… ti scrivo perché”, libro scritto da Rosaria Troisi, sorella dell’attore, visibilmente emozionata nel ricordare le parole dei suoi genitori. «Mia mamma diceva: ‘ma questo (riferendosi a Massimo Troisi ndr) da grande cosa farà?’. Chi poteva mai immaginare che da una semplice famiglia come la nostra sarebbe nato un personaggio come lui. Mi è capitato di andare in America, mostrare il passaporto e alcune persone mi hanno chiesto: ‘The Postman?’, riferendosi al celebre film» dice Rosaria. Un racconto che rende ancora più evidente l’impatto che l’attore partenopeo ha avuto sul quotidiano delle persone, non solo a Napoli e in Italia.
Massimo, come ricorda Antonio Casaccio, Direttore responsabile di Informare, non poteva essere ricordato in un posto migliore del Centro Fernandes e di Castel Volturno, rispettivamente un luogo sorto per dare sostegno agli immigrati del territorio e la città d’Italia con il più alto tasso di cittadini stranieri. Infatti, un altro grande baluardo della cinematografia italiana con protagonista Troisi, “Ricomincio da tre”, si incentra proprio sull’essere un migrante, ma napoletano, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta: Gaetano, interpretato da Massimo, è un ragazzo che decide di trasferirsi al nord, stufo della vita familiare e in cerca di nuovi stimoli, dando dimostrazione dell’esistenza di pregiudizi nei confronti del popolo partenopeo e, allo stesso tempo, dell’eccellenza di quest’ultimo.

Durante l’evento c’è stato un momento clou ed emozionante: l’inaugurazione di un salotto dedicato all’attore, con un quadro che lo ritrae in una delle istantanee più note e famose, ovvero Troisi sullo stesso salotto. L’ideatore del progetto è Bruno Marfé, ex dirigente del Comune di Napoli, che ai nostri microfoni ha spiegato: «Portare il ricordo di Massimo Troisi a Castel Volturno ha un significato speciale. Il Litorale Domitio è la terra degli ultimi, quelli che Massimo ha celebrato in ogni suo film. Il divano che resterà al Centro Fernandes ci imporrà di non dimenticare questo insegnamento». A prendere la parola successivamente sono stati il sindaco di Castel Volturno Pasquale Marrandino e Antonio Casale, direttore del Centro Fernandes, i quali hanno spiegato l’importanza dello spazio creato per Massimo. All’incontro hanno preso parte anche alcune figure appartenenti al mondo dello spettacolo, come Gerardo Ferrara, controfigura dell’attore nel film “Il Postino”, e Amedeo Colella, scrittore ed umorista. «Per la mia generazione Massimo ha rappresentato il tridente dell’emancipazione: Troisi con il cinema, Pino Daniele con la musica e Maradona con il calcio. È eterno, universale ed appartiene anche ai ragazzi di oggi, è uno degli esempi più calzanti della napoletanità» sono le parole di Luigi De Magistris, già sindaco di Napoli, anch’egli presente all’evento, che racchiudono soltanto in parte ciò che Troisi è stato e continua ad essere.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...