
Può il teatro far rinascere una comunità? È questa la domanda a cui i volontari dell’associazione “Nella Rete” hanno provato a dare una risposta. In un territorio complesso, in cui il confronto e l’arte fanno spesso fatica a trovare un punto d’incontro, l’associazione “Nella Rete” rappresenta per la provincia di Caserta una piccola, ma consolidata realtà di volontariato attiva ormai dal 2014 per dare un volto nuovo alle proprie comunità.
L’Associazione nasce dall’idea di donne e uomini attivi nel sociale, e accomunati dalla volontà di mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze per offrire alla comunità iniziative che potessero farla rinascere. È così che i volontari dell’associazione “Nella Rete” hanno deciso di dedicarsi al teatro e alla scrittura di commedie per il piccolo pubblico cittadino. Ma perché scegliere il teatro, in un tempo in cui quest’arte è sempre meno in voga e le sale sono vuote? «Crediamo sia necessario attivarci per riunire la nostra comunità, per togliere i ragazzi dalla strada e dargli altre valvole di sfogo. Nessuno di noi è attore o regista di professione, ma abbiamo già scritto diverse commedie, perché crediamo che ridere insieme, stare insieme e riflettere anche su temi importanti, come cerchiamo di fare attraverso le nostre rappresentazioni, sia ciò che unisce veramente una comunità, rafforzandola» – a spiegarlo è Italia Santagata, vice-presidente dell’associazione – « “Nella Rete” perché la nostra idea è creare aggregazione, una rete fra le varie associazioni del territorio, laiche e non».
L’idea di dare un proprio contributo al mondo del teatro nasce in un clima difficile. Ed è così che tra le prime commedie scritte dai volontari c’è “Piazza Italia”, un’opera che nasce e con una forte impronta anti-razzista e anti-camorra, e “La casa di Nonno Ciro”, che riflette sul problema degli anziani, spesso lasciati soli ed abbandonati agli acciacchi dell’età. L’ODV “Nella Rete” inizia a farsi strada nel mondo dell’associazionismo cittadino, portando le proprie sceneggiature al Teatro della Legalità di Casal di Principe. Ma la batosta arriva con il Covid, che porta l’Associazione a lasciare il teatro per aiutare chi ne avesse bisogno, consegnando derrate alimentari e vestiti; e ancora la guerra in Ucraina, durante la quale i volontari hanno accolto i rifugiati nelle proprie case. Con la fine del Covid, l’Associazione è tornata a rappresentare il punto di riferimento della cittadinanza, organizzando diversi eventi, e dopo un periodo di “pausa teatrale” ha deciso di salire nuovamente sul palco, con la commedia “Gennaro Belvedere – Testimone cieco”, messa in scena per ben tre volte presso il Teatro della Legalità di Casal di Principe.
Cosa accadrebbe se un finto cieco assistesse a un omicidio? Denuncerebbe con il rischio di essere scoperto o terrebbe tutto per sé? Questa è la domanda che ruota attorno alla storia di “Gennaro Belvedere – Testimone cieco” messa in scena dall’Associazione, e a cui abbiamo avuto l’onore di assistere. Una commedia che intreccia finzione e realtà, in un contesto incastonato nella miseria della Napoli più povera, costretta a vivere di espedienti e imbrogli per sopravvivere. Oltre alla trama, leggera ma impegnata, ciò che ci ha veramente colpito è stato il clima di convivialità e fratellanza che siamo riusciti a respirare dietro le quinte ed in platea. Attori di ogni età, partendo da bambini di 2 mesi per finire ad uomini di 70 anni, e famiglie intere accorse ad assistere, nonne, nipoti, zii e genitori, tutti uniti per uno scopo comune: divertirsi e divertire, riflettere e far riflettere, partecipando ad un momento di svago e raccolta per la propria comunità. In quegli uomini e quelle donne abbiamo trovato lo spirito che una vera associazione dovrebbe avere, lo scopo che ogni realtà cittadina dovrebbe raggiungere; e alla domanda “Può il teatro far rinascere una comunità?” adesso possiamo rispondere convintamente di sì.
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