
Il Cineforum di Arci Movie ha accolto martedì sera al cinema Pierrot di Ponticelli un grande protagonista del mondo dello spettacolo: Neri Marcorè. L’eclettico artista, noto per il suo talento poliedrico, è intervenuto per presentare il suo esordio alla regia, il film “Zamora” e per incontrare il pubblico. Ad accompagnarlo Giovanni Esposito, attore dalla lunga carriera nel cinema e nella televisione. Celebre per i suoi ruoli in commedie e fiction e per le sue partecipazioni a programmi di grande successo.
Entrambe le proiezioni del lungometraggio hanno ottenuto il “pienone” della sala. Risultato dato soprattutto dalla presenza del regista e interprete Neri Marcorè. Quest’ultimo ha preso parte attiva all’evento rispondendo alle domande degli spettatori ed esponendo la propria visione del film. «Per me la commedia è questa, una base seria e a volte drammatica sulla quale poi si può ironizzare e ridere con leggerezza». Sotto la patina della comicità, la pellicola esplora questioni profonde come il senso di appartenenza, il contrasto tra il progresso e le tradizioni, e il valore dell’integrità personale in un mondo che cerca di omologare ogni cosa. I momenti divertenti diventano così uno strumento per riflettere su problemi reali, rendendo il messaggio ancora più incisivo.
Il protagonista, Walter, dopo aver lasciato il suo piccolo paese per trasferirsi nella frenetica Milano, si trova a dover affrontare sfide quotidiane per mantenere la propria posizione lavorativa. La sua lotta interiore si svolge tra il rispetto della propria morale e le aspettative che gli altri ripongono in lui. La sfida più significativa si concretizza nel calcio. Che sembra quasi diventa una metafora delle difficoltà affrontate dai giovani di oggi quando si spostano per lavoro. Alla domanda se il calcio possa rappresentare simbolicamente queste sfide, Marcorè risponde: «Credo che un’opera debba sempre stimolare riflessioni legate al presente. Quando si presenta un lavoro e si dialoga con gli spettatori, si scopre spesso che contiene significati e interpretazioni che vanno oltre ciò che l’autore vi ha consapevolmente inserito. Nella storia di Zamora non c’era l’intenzione esplicita di affrontare il tema delle difficoltà dei giovani d’oggi. Ma è innegabile che la situazione attuale sia più complessa rispetto al passato, e non solo in Italia».
E afferma «Nel mio caso, ad esempio, non avevo frequentato scuole di recitazione e quando mi era stato offerto un lavoro in azienda l’ho rifiutato. Volevo tentare la strada della traduzione letteraria: sentivo che avrei potuto farcela. In quegli anni, però, c’era una maggiore possibilità di cercare e trovare un lavoro che piacesse davvero. Oggi, invece, sembra che i giovani debbano accettare subito la prima opportunità disponibile per non rischiare di restare esclusi dal mercato. Non sono sicuro quindi che il calcio possa rappresentare adeguatamente le sfide e le difficoltà così profonde che i ragazzi di oggi si trovano ad affrontare».
Giovanni Esposito, nel film, interpreta un personaggio che inizialmente si presenta come milanese, ma che poi si rivela essere napoletano. Rispondendo a una domanda sui pregiudizi verso il sud, ha offerto un’analisi ironica e profonda. «Capita spesso che mi ritrovi ad affrontare pregiudizi legati al Sud, proprio come accade al mio personaggio nel film. Di solito cerco di non darci peso e penso che non valga la pena rispondere, ma a volte il fastidio è così grande che non riesco a trattenermi e reagisco. Purtroppo, i pregiudizi esistono perché sono diventati una sorta di comportamento collettivo dettato dal branco. Quando però affronti queste persone singolarmente, ti rendi conto che la verità è che noi siamo troppo avanti rispetto a loro».
La serata, dunque, è stata un’occasione unica per il pubblico del Cineforum di confrontarsi con due grandi artisti. Quest’ultimi con sensibilità e intelligenza, hanno saputo intrecciare temi di attualità e spunti di riflessione alla loro arte. Con Zamora, Marcorè segna il suo debutto alla regia con una storia che riesce a suscitare interrogativi profondi e universali. Il Cineforum di Arci Movie si conferma ancora una volta un punto di riferimento per il cinema di qualità e il dibattito culturale nel quartiere di Ponticelli.
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