
Nei programmi dei candidati all’elezione del Presidente della Regione Campania non c’è nessuna proposta concreta per il contrasto alla camorra. È ciò che emerge dal report di WikiMafie che ha analizzato tutti i programmi dei candidati presidenti alle elezioni regionali del 23 e 24 novembre 2025.
«In Campania nessun candidato fa proposte concrete, ma si ferma a enunciazioni di principio» si legge già dall’introduzione dell’analisi. Anche per le altre regioni al voto (Puglia e Veneto) la situazione non è migliore. Infatti gli unici due a fare eccezione, riservando un capitolo specifico per il contrasto alla criminalità organizzata, sono: il candidato di centrosinistra in Veneto, Giovanni Manildo, e quello di centrodestra in Puglia, Luigi Lobuono.
Sempre nella parte introduttiva WikiMafie ci dice anche che «Rispetto ai temi sollevati anche dalla nostra call “Parlate di mafia“, nessun candidato alla Presidenza ha reso noto prima della fine della campagna elettorale con quali fonti è stata finanziata la propria campagna elettorale».
Partendo dal candidato del centrosinistra, Roberto Fico, si legge dall’analisi: «Nelle 21 pagine del programma il tema della lotta alla camorra non ha un capitolo a sé». La parola ‘camorra’ non è presente all’interno del suo programma di 21 pagine. Di fatti, ci sono solo due labili accenni al tema. Sotto il capitolo “sicurezza” si fa riferimento a un generale “Lotta alle mafie e alla criminalità organizzata”, affiancato da timide proposte di iniziative per diffondere la cultura della legalità tra i giovani e nelle istituzioni scolastiche. Sotto il capitolo “Governo del Territorio” c’è scritto “Valorizzazione e riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata”, ma anche qui non è specificato in che modo.
Passiamo al candidato del centrodestra, Edmondo Cirielli. Nel suo programma di 62 pagine la parola ‘camorra’ compare una sola volta, quando mostra intenzione di supportare Governo e Forze dell’Ordine “in una lotta senza quartiere alla camorra e alla microcriminalità”. Un altro labile accenno è il rafforzamento della “destinazione dei beni sottratti alla criminalità organizzata”. In altre 4 occasioni appare la parola ‘legalità’, spesso affiancata dalla parola ‘cultura’. Anche nel caso di Cirielli, come per il collega del centrosinistra, non ci sono proposte operative o esempi di applicazione concreta.
Per il candidato di ‘Campania Popolare’, Giuliano Granato, il quadro sembra addirittura peggiorare. Nelle 31 pagine del suo programma non compaiono mai le parole ‘camorra’, ‘camorre’, ‘mafia’, ‘mafie’. Per di più, non si parla mai di beni confiscati alla criminalità organizzata. L’unico timido riferimento è quando dice di voler “rafforzare i controlli esterni con l’obiettivo di garantire trasparenza, legalità e correttezza nelle attività dei dirigenti”.
Nel programma di Nicola Campanile, della lista ‘Per le persone e la comunità’, non compare mai la parola ‘camorra’ ma si annunciano “misure di sostegno per il riuso sociale dei beni confiscati”, ma non vengono specificate quali.
Nell’unica pagina di programma del candidato Carlo Arnese, lista ‘Forza del Popolo’, viene proposto un “Fondo Regionale di 100 ml € per bonifica aree camorristiche, reinserimento detenuti e lezioni antimafia nelle scuole”.
Nel programma di 2 pagine di Stefano Bandecchi, della lista ‘Dimensione Bandecchi’, il tema della camorra è completamente assente.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...