
La Food and Drug Administration americana autorizza l’azienda Neuralink per la sperimentazione umana. Adesso Neuralink può lavorare nel cervello umano.
Neuralink è una delle tante aziende di Elon Musk. Avviata intorno il 2016, il suo obiettivo è quello di sviluppare chip di interfacce neurali impiantabili nel cervello, principalmente per riparare traumi neurologici. Il suo lavoro è spesso oggetto di scetticismo per la questione del transumanesimo.
Il chip di Neuralink si basa sulla cosiddetta brain-computer interface (BCI), l’interfaccia cervello-computer che permette una comunicazione diretta tra l’attività cerebrale e un dispositivo esterno. L’impianto sviluppato dall’azienda statunitense chiamato N1, è dotato di un chip delle dimensioni di una moneta in grado di trasmettere segnali wireless verso dispositivi medici. Gli ingegneri di Neurlalink dichiarano che l’innesto del chip avviene con una siringa che lo inietta nel cervello umano limitando al massimo interventi di invasione.
Il 26 Maggio, Neuralink ed Elon Musk dichiarano con un tweet che la Food and Drug Administration americana autorizzava l’azienda Neuralink per la sperimentazione umana. Un passo importante che segna la fine della sperimentazione sugli animali ma soprattutto una nuova fase per l’azienda che come obiettivo ha quello di riparare i trami neurali e curare alcune malattie come la SLA.
“Sono abbastanza sicuro che non vorremmo un iPhone 1 bloccato nelle nostre teste se l’iPhone14 fosse disponibile”, così risponde Elon Musk gli scettici sulle implicazioni etiche di Neuralink.
È ancora presto per dire come e in che modo lavoreranno i chip di Musk. Solo da poco la FDA Americana lo ha autorizzato, la strada per per uno sviluppo mondiale è ancora lunga.
Gli scopi di Neuralink per il momento sono la cura delle malattie neurologiche. Se abbiamo paura che qualcuno possa spiarci, monitorarci passo passo quotidianamente, su cosa mangiamo, cosa beviamo, chi frequentiamo e quale sia la nostra opinione politica, in ogni momento e in ogni istante, nel nostro cervello (o quel che ne rimane). La soluzione è semplice, basta accendere il nostro smartphone la risposta è lì.
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