
Elon Musk ha annunciato che Neuralink raddoppia: secondo chip in un cervello umano installato con successo per la comunicazione uomo-macchina. La notizia è stata rivelata durante un episodio del podcast di Lex Fridman, dove Musk ha commentato con ottimismo il risultato dell’operazione, definendola un successo. L’obiettivo principale di questo nuovo intervento era migliorare la tecnica chirurgica e perfezionare il posizionamento del dispositivo per evitare le problematiche emerse nel primo test.
Il primo paziente, Noland Arbaugh, ha sperimentato diverse difficoltà dopo l’operazione, in particolare legate al malfunzionamento di alcune terminazioni del dispositivo, che hanno compromesso il controllo del cursore video, una funzione che era riuscito a padroneggiare grazie al chip. Questa esperienza ha spinto Neuralink a rivedere la procedura e ad ottimizzare l’interfaccia, con l’intento di superare questi ostacoli tecnici e garantire una maggiore affidabilità del dispositivo. Neuralink con il secondo chip in un cervello umano promette di colmare queste problematiche e gap emerse con il primo esperimento.
Musk ha dichiarato che l’obiettivo a breve termine di Neuralink è migliorare la qualità della vita delle persone con gravi disabilità motorie, permettendo loro di interagire con macchine e dispositivi che possono sostituire o integrare i movimenti che non riescono più a compiere. Tuttavia, le ambizioni dell’azienda vanno ben oltre. Musk ha lasciato intendere che Telepathy potrebbe, in futuro, trasformare radicalmente le capacità umane, creando una simbiosi con l’intelligenza artificiale che potenzierebbe sia le capacità fisiche che quelle mentali degli individui.
Noland Arbaugh, il primo paziente, ha condiviso nella sua intervista a Wired il desiderio di espandere il controllo che ha ottenuto sul computer ad altri dispositivi, in particolare a un robot. Arbaugh ha citato Optimus, l’umanoide sviluppato da Tesla, immaginando un futuro in cui potrebbe controllare direttamente il robot con il chip impiantato nel cervello. “Sarebbe fantastico avere un robot Optimus che mi aiuti nelle attività quotidiane, eliminando la necessità di dipendere da altre persone per il 90% delle cose”, ha detto Arbaugh. Ha anche fantasticato sull’idea di connettersi a un’automobile Tesla, sfruttando la guida autonoma per spostarsi in autonomia: “Sarebbe una svolta totale poter fare tutto da solo”.
Neuralink sta facendo progressi significativi nel campo delle interfacce cervello-computer, con il potenziale di rivoluzionare la medicina e migliorare la vita di milioni di persone con disabilità. Sebbene ci siano ancora molti ostacoli da superare sembra essere un passo nel vuoto nel “cosa aspettarsi”, le sperimentazioni in corso e le ambizioni future di Musk promettono sviluppi che potrebbero cambiare radicalmente il nostro rapporto con la tecnologia e con noi stessi.
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