
Il mondo tecnologico si sviluppa sempre più velocemente e il tema dell’AI sembra non passare mai di moda. Il dibattito si lega fortemente al mondo del lavoro: l’intelligenza artificiale ci sostituirà? Indubbiamente, nel futuro potremmo ritrovarci concretamente, in molti ambiti, a dover affrontare questo quesito. Nel frattempo, però, bisognerebbe chiedersi piuttosto come integrare l’AI nel proprio mestiere.
Come riportato dal sito Semafor, il colosso editoriale sembra aver introdotto nella redazione l’uso dell’intelligenza artificiale. In particolare, la dirigenza del quotidiano statunitense ha avviato programmi di formazione per il personale e ha approvato una serie di strumenti di AI: GitHub Copilot, Vertex AI di Google, prodotti Amazon e Echo, uno strumento di sintesi in grado di condensare articoli e briefing del Times. Si noti che Chat GPT, forse l’IA più famosa, di OpenAI, non è stata approvata, a causa di una battaglia legale con l’azienda; questa avrebbe utilizzato in modo non autorizzato articoli del quotidiano per addestrare i propri modelli di AI.
Il giornale ha incoraggiato la redazione a utilizzare questi strumenti di intelligenza artificiale per generare titoli SEO, suggerire modifiche, fare brainstorming di domande e idee, analizzare i documenti e le immagini del Times. Le linee guida del quotidiano hanno anche affermato che potrebbe utilizzare l’intelligenza artificiale per sviluppare quiz di notizie, testi social e domande frequenti. Esempi fatti di possibili utilizzi sono i seguenti:
D’altro canto, sono stati indicati anche gli utilizzi vietati di questi strumenti, ossia: redigere o modificare sostanzialmente gli articoli; aggirare i paywall (ossia le sezioni a pagamento delle piattaforme); pubblicare foto o video generati con l’AI, se non per fini dimostrativi e con l’adeguata etichettatura.
Il New York Times ha spiegato, nelle linee guida pubblicate, come l’AI permetterà ai giornalisti di scoprire la verità e che renderà più accessibili gli articoli, grazie a traduzioni o a sistemi di lettura dei testi.
L’apertura del New York Times all’intelligenza artificiale cambia il mestiere del giornalista. L’IA può essere utile per approfondire statistiche, ottenere delle analisi dei report e scoprire tendenze nei grafici che non emergerebbero a primo impatto.
Naturalmente, ciò ha aperto le discussioni: anche all’interno della redazione statunitense sembrerebbe serpeggiare lo scetticismo. Nello specifico, si parla di un rischio di impigrirsi da parte dei giornalisti e a una riduzione della creatività e del tocco umano. Credo che l’integrazione dei nuovi strumenti sia fondamentale per non restare indietro e ritengo interessante vedere un esempio pratico. Ho chiesto a Chat GPT di aiutarmi con tre domande.

Nella prima domanda, ho fatto leggere l’articolo all’intelligenza artificiale e mi ha suggerito cosa rivedere per migliorarlo. La revisione chiesta a Chat GPT non è stata sostanziale, bensì solo a livello formale.

Qui ho voluto provare a fare brainstorming assieme alla macchina: quali altri aspetti legati a questa tematica avrei potuto approfondire? Confrontarsi con l’IA ci permette di colmare quei possibili vuoti che potrebbero emergere nel corso della lettura dell’articolo e fornire dunque al lettore un articolo completo di tutte le informazioni e riflessioni necessarie.

Infine, ho chiesto a Chat GPT di suggerirmi dei titoli che mi permettano di ottenere un alto punteggio SEO, ossia Search Engine Optimization. Per chi non la conoscesse, la SEO è quel processo utile al giornale per far in modo che venga promosso il proprio pezzo sul motore di ricerca. Più è alto il punteggio, più verrà “spinto” l’articolo sotto gli occhi del lettore, per esempio, da Google.
L’intelligenza artificiale evolve sempre più velocemente e contrastarla sarebbe, a mio avviso, controproducente; deve però essere preso per quello che è, ossia uno strumento. Non deve scrivere gli articoli per intero e non può essere la fonte delle notizie, ma deve velocizzare quei processi che possiamo verificare.
“L’AI non sostituirà i giornalisti, ma i giornalisti che sapranno usare l’AI sostituiranno quelli che non lo faranno. La scelta è solo nostra.” -Chat GPT.
Leggi anche il mio articolo confrontato a uno scritto da Chat-GPT qui.
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