
Ci risiamo. Ancora una volta la Lega si intestardisce su una misura incentrata sul nazionalismo e non aperta a culture e tradizioni che non siano quelle italiane, o europee. È di ieri infatti la diffusione tra l’opinione pubblica di una notizia su una nuova proposta di legge che il partito di Matteo Salvini ha presentato in Parlamento: si tratta del divieto di indossare il velo nei luoghi pubblici o indumenti atti a celare il volto sia per “motivi di ordine pubblico e sicurezza, sia per rispettare la dignità della donna”. La proposta, targata Igor Iezzi, deputato, e presentata pochi giorni fa alla Camera, si riferisce in maniera diretta anche a capi come burqa o niqab, indumenti di prim’ordine per le donne musulmane. Una legge che, se dovesse essere approvata, limiterebbe di molto alcune libertà fondamentali come quella religiosa e di espressione, ma, soprattutto, non rispetterebbe affatto la dignità delle donne chiamate in causa.
Ordine pubblico e sicurezza: sono i motivi che, si legge dalla proposta, hanno spinto l’ex Lega Nord a studiare una misura che si propone di modificare la legge del 1975, che vieta nei luoghi aperti al pubblico l’uso di caschi protettivi o di altri strumenti che rendano difficile riconoscere una persona. Secondo gli esponenti del Carroccio, la norma non sarebbe assolutamente un’arma per la battaglia ideologica contro l’Islam, bensì una legge atta a garantire maggiore sicurezza nelle vie e nelle strade italiane attraverso il riconoscimento facciale di tutti i cittadini. In realtà, è più vera la prima ipotesi, in quanto soltanto “nei luoghi di culto, nei casi di necessità per proteggere la salute propria o di terzi e in materia di sicurezza stradale” le donne islamiche e tutti gli interessati potranno coprire il proprio volto.
Il testo è composto da quattro articoli e prevede due anni di carcere e una multa fino a 30mila euro per i soggetti che costringono all’occultamento del volto. Inoltre, per i responsabili di tali azioni la proposta di legge preclude la richiesta e l’ottenimento della cittadinanza italiana. Una pena, quest’ultima, che svela quanto la nuova misura abbia uno sfondo ideologico ben consolidato e non sia aperta all’integrazione delle razze e delle culture altrui. Dietro il termine “sicurezza”, dunque, il Carroccio nasconde bene quali sono gli obiettivi.
La proposta di legge, è scritto, dovrebbe “difendere le donne costrette a celare il proprio volto”. Con la punizione di “chiunque costringa qualcuno all’occultamento del volto con violenza, minaccia o abuso di autorità”, la Lega vuole far passare l’idea che tutte le donne musulmane siano costrette dagli uomini della stessa religione ad indossare burqa o niqab contro volontà. Il partito guidato da Salvini compie, come molte altre volte, l’errore di generalizzare. È importante, tuttavia, sottolineare che episodi e casi del genere esistano e che qualsiasi obbligo forzato non tutela affatto il principio di libertà, di espressione e di religione. Ogni donna, inutile quasi anche ribadirlo, deve essere libera di indossare o meno un capo.
Il Carroccio si rende però protagonista di un vero e proprio autogol con le parole dello stesso leader, che su X scrive che si tratta di “una proposta di buonsenso contro chi non rispetta la nostra cultura e i principi di libertà occidentali”, post che fa capire ancor di più che le differenze culturali e religiose non saranno mai gradite da una parte della classe politica italiana.
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