
Un vaccino sviluppato in tempi record che ha permesso di salvare vite. Katalin Karikó e Drew Weissman, che insieme hanno identificato una modifica chimica all’RNA messaggero, hanno ricevuto il premio Nobel per la fisiologia e la medicina lunedì. I due scienziati hanno messo a punto il metodo dell’Rna usato per il vaccino contro il Covid.
Il loro lavoro ha permesso di fare potenti vaccini Covid in meno di un anno, evitando decine di milioni di morti e aiutando il mondo a riprendersi dalla peggiore pandemia del secolo.
Dopo lo scoppio della pandemia di Covid-19, due vaccini a mRNA modificati nucleosidici che codificano la proteina superficiale Sars Cov 2 sono stati sviluppati a velocità record. Sono stati riportati effetti protettivi di circa il 95% ed entrambi i vaccini sono stati approvati già a dicembre 2020. Un traguardo che sembrava impossibile in considerazione di quanto tempo solitamente si impiega per mettere a punto un vaccino.
«L’impressionante flessibilità e velocità con cui possono essere sviluppati i vaccini a mRNA- si legge nella motivazione – spianano la strada all’utilizzo della nuova piattaforma anche per i vaccini contro altre malattie infettive. In futuro, la tecnologia può essere utilizzata anche per fornire proteine terapeutiche e trattare alcuni tipi di cancro». Una scoperta che inciderà quindi profondamente anche nel futuro sulla ricerca scientifica per il trattamento di altre malattie.
Per realizzare il suo sogno, cioè quello di trasformare l’Rna messaggero in vaccini e terapie, Karikò ha dovuto superare diversi sacrifici e qualche avversità. Ad esempio, è stata costretta a lasciare il suo Paese, l’Ungheria, in anni piuttosto complicati come quelli della Cortina di ferro.
Scelta, questa, presa nel momento in cui il programma di ricerca dell’università per cui collaborava aveva terminato i fondi. Era il 1985. In quel frangente della sua vita la biochimica decise di lasciare la sua terra per intraprendere la carriera accademica altrove. Insieme alla figlia piccola e al marito, nel tempo una vera e propria “ancora di salvezza”. Per partire, destinazione Stati Uniti, riuscì a ricavare un po’ di soldi dalla vendita, nel mercato nero, dell’auto di famiglia. Denaro poi cucito in un orsetto che faceva compagnia alla figlia.
Dopo un incontro casuale alla fine degli anni ’90 mentre fotocopiavano documenti di ricerca, Karikó e Weissman iniziarono a studiare l’mRna come potenziale terapeutico. Nel 2005 hanno pubblicato una scoperta chiave: l’mRna potrebbe essere alterato e rilasciato efficacemente nel corpo per attivare il sistema immunitario.
Giorno dopo giorno, i vincitori del Nobel 2023 hanno lavorato instancabilmente per sbloccare il potere dell’mRna come piattaforma terapeutica, non sapendo come il loro lavoro sarebbe potuto servire ad affrontare una grande sfida, la pandemia da Covid, che il mondo un giorno si sarebbe trovato ad affrontare.
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...