
Tratto dall’omonimo libro d’inchiesta, “Nomadland“, (disponibile su Disney+) è il film più discusso di questi giorni. Per la regia di Chloé Zhao il film è stato candidato a sei Premi Oscar e ne ha vinti ben tre: miglior attrice, miglior regista e miglior film. Difficile discutere sui primi due ma sul terzo sorge qualche dubbio.
Nomadland è di sicuro un prodotto di pregio ed estremamente godibile. La storia segue le vicende di Fern (Frances McDormand), una nomade moderna che si sposta per il paese sul suo furgone. La pellicola fa di sicuro una scelta stilistica coraggiosa: nascondere l’obbiettivo della protagonista. Dall’inizio alla fine, infatti, l’unico scopo di Fern sarà quello di vivere alla giornata; inizialmente non sembra esserci un vero e proprio scopo che la protagonista persegue, al punto che più volte la sospensione dell’incredulità (aiutata dal magistrale lavoro del cast) vi farà quasi avere la sensazione di guardare un documentario. Verso le ultime battute del film “l’obbiettivo” verrà a galla. Fern, infatti, vorrà semplicemente elaborare il lutto per la morte di suo marito. Scoprire se ci riuscirà o meno è compito vostro.
Nomadland richiede estrema sensibilità per essere apprezzato e questo per due principali motivi. Il primo si ritrova nelle difficoltà e negli antagonisti, questi due elementi (fondamentali in qualsiasi storia per empatizzare con il personaggio) sono abbastanza manchevoli. In tutto il film la protagonista combatterà soltanto contro la sua tristezza, un attacco di dissenteria, la morte di un’amica e un guasto al suo furgone. Purtroppo nulla di tutto ciò avrà grande impatto ne su di voi ne sul personaggio. Il secondo motivo che richiede sensibilità è la protagonista stessa. Vi sarà molto più semplice, per qualche motivo, affezionarvi ai personaggi secondari come Dave (David Strathairn), Swankie (Charlene Swankie) e Bob (Bob Wells). Di conseguenza il più grande difetto di Nomadland è la linearità.
Tolto questo, rimane un’opera con una fotografia mostruosa e un ottimo comparto sonoro. La recitazione e la regia rimangono di sicuro i punti forti della pellicola e già questo, di per sè, è un ottimo motivo per guardare Nomadland.
di Giuseppe Spada
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