
È il più grave naufragio dall’inizio di quest’anno. Succede al largo della Grecia, nel Mediterraneo, mare nostro. Non un incidente, ma una strage. Un crimine contro l’umanità.
750 persone: 104 soccorse, 79 morti e centinaia di dispersi. Solo nella stiva c’erano tra i 50 e i 100 bambini, spiegano i sopravvissuti. Il dato è spaventoso: potrebbero essere più di 600 i morti di questa strage.
E c’è qualcosa che non torna, come sempre. Le ricostruzioni di governo greco e ONG operanti in mare sono discordanti. Per Atene la nave non era in pericolo, navigava a velocità costante, chiedeva di arrivare in Italia. Invece i tabulati della ONG Alarm Phone, avvertita prontamente, segnalano come sin dall’inizio le persone sulla nave chiedessero acqua e aiuto.
Questo è il punto che riassume la contraddizione tra le due ricostruzioni. Secondo la guardia costiera greca, alle 18.30 la nave “ha risposto che la barca non era in pericolo, che non volevano altro aiuto se non cibo e acqua e che desideravano proseguire per l’Italia”.
Secondo Alarm Phone, invece, alle 17.20 già chiedevano aiuto: “Il capitano è fuggito su una piccola nave, ci serve cibo ed acqua, per piacere qualunque soluzione”.
E non solo. Non sono simili neanche le testimonianze italiane con la versione greca. Martedì 13 Giugno, alle 11, il Centro di coordinamento di ricerca e soccorso greco è stato avvisato dal suo corrispettivo italiano. Certo, le autorità italiane hanno confermato. Ma hanno anche detto che già precedentemente, alle 9.47, l’agenzia europea Frontex aveva già avvisato sia l’Italia che la Grecia.
In ogni caso, nonostante il sorvolo di un elicottero la guardia costiera greca non è intervenuta prontamente, “è successo tutto all’improvviso, non dicevano di essere in pericolo” giustificano loro. Eppure una nave sovraffollata deve essere considerata in pericolo, a prescindere da ciò che dicono le persone a bordo, secondo l’ONU.
Ora, l’unica verità è che c’è stata una strage. E, qualunque sia la realtà dei fatti, potevano essere salvati prima. Erano in pericolo. Avvertivano da ore le autorità internazionali e nessuno ha fatto niente. È la più elementare legge umana: un uomo in difficoltà, in mare, va salvato.
Di Ciro Giso
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