
Esistono dei libri che silenziosamente “scompaiono” e quando accade lo fanno in fretta. Sembrerebbe il caso di “Non tacete! Discorsi sulla libertà in Russia” dell’attivista russo di origini ucraine Aleksej Navalnyj, tra i più noti oppositori di Vladimir Putin e del mondo politico che rappresenta. Pubblicato in Germania il 2 agosto 2021 dal gruppo editoriale Droemer Knaur con il titolo “Schweigt nicht! Reden vor Gericht“, il libro arriva nelle librerie italiane il 22 aprile del 2022, in un momento di grande apprensione per l’Ucraina.
Proprio in quelle ore, infatti, da Kiev giungeva la notizia di una immensa fossa comune situata a Mariupol contenente almeno 9000 morti, vittime della violenza dell’esercito russo. Intanto negli States, il giorno prima, dalla Cash Room del Dipartimento del Tesoro, Janet L. Yellen aveva avvertito l’Europa su ciò che in breve sarebbe accaduto.
In una conferenza stampa tenutasi nell’ambito del The 2022 Spring Meetings of the International Monetary Fund (IMF) and the World Bank Group (WBG), la segretaria al Tesoro affermava che l’Europa doveva chiaramente ridurre la sua dipendenza di energia dalla Russia, perché l’avrebbe resa fragile.
“Che cosa temono principalmente quei ladri nei loro bunker? Lo sapete bene! Hanno paura che le persone scendano in piazza. Perché questo è un fattore politico che non può essere ignorato. È la cosa più importante, l’elemento decisivo. È l’essenza della politica. Perciò non abbiate paura, scendete in piazza! Non fatelo per me: fatelo per voi stessi, per il vostro futuro” – Comincia così uno dei quattro discorsi pronunciati dall’autore poco prima di essere imprigionato.
Alexei Navalny è l’ideatore della Fondazione Anti-corruzione, un’organizzazione investigativa che negli anni, attraverso anche dei video pubblicati su YouTube, ha fatto luce sulla corruzione imperante nel paese russo. Scorrendo le pagine del libro si legge di Putin come un “nonno arraffone” oppure come un “omino arraffone”, sminuendolo di fatto e riducendolo ad un ladro, intento solo ad arricchirsi a scapito del suo popolo, ridotto alla povertà.
Per la sua netta posizione politica, l’attivista è stato aggredito per ben due volte e in entrambi i casi con l’utilizzo dello zelyonka, comunemente noto come “brilliant green”, un colorante trarilmetanico che lo ha reso quasi totalmente cieco ad un occhio. Il 20 agosto del 2020, mentre era in volo per Mosca da Tomsk, città situata nella parte sud occidentale della Siberia, cominciò a sentirsi male, costringendo l’aereo ad un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Omsk. In poche ore finisce in coma, attaccato ad un ventilatore. Con il sostegno dell’allora Cancelliera della Germania Angela Merkel e del presidente francese Emmanuel Macron e l’intervento della Corte europea dei diritti dell’uomo, la famiglia riesce a trasferirlo all’ospedale universitario della Charité, a Berlino in Germania. Il 2 settembre viene rilevata la presenza del Novichok, agente nervino già utilizzato per avvelenare l’ex spia russa Sergej Skripal, nel 2018.
Il veleno era stato applicato alle mutande di Navalny approfittando di un cambio di biancheria avvenuto nell’albergo che lo ospitava a Tomsk. Viene condannato in patria, ma Navalny decide di affrontare la situazione, fa ritorno in Russia dove viene arrestato e internato in un campo di reclusione.
È emerso proprio di recente che l'”avvelenatore di mutande” (Navalny definisce così Putin) si era servito dello stesso gruppo di attentatori che spararono e uccisero il 27 febbraio 2015 Boris Nemtov, ex vice primo ministro ai tempi della presidenza di Boris Eltsin e forte oppositore dell’invasione della Russia in Ucraina.
Edito in Italia da Garzanti, “Non tacete” viene inserito dalla casa editrice nella collana “I coriandoli” non a caso. Recentemente ripresa con la proposta dei libri del premio Nobel Amanda Gorman, nella stessa, infatti, sono stati presentati negli anni ai lettori una serie di volumi che hanno trattato i problemi più sentiti della realtà contemporanea. Ad esempio, “Il sogno distrutto: la fine dell’età delle utopie” (1992) e “La libertà difficile. Il lato debole della società aperta” (1996) entrambi di Joachim Fest, “La fine della democrazia” (1994) di Jean-Marie Guéhenno, ma anche saggi del Premio Nobel della letteratura Peter Handke, scrittori del calibro di Jorge Amado, Ingmar Bergman, Claudio Magris, Diego Mainardi e tanti altri.
Colpisce agli occhi la fascetta gialla che accompagnava il libro all’uscita e che riportava le parole che il Presidente dell’Eurocamera David Sassoli ha dedicato a Navalny:
“Lo hanno minacciato, maltrattato, avvelenato, arrestato, incarcerato, ma non sono riusciti a metterlo a tacere“.
Si tratta dell’ultimo discorso pubblico di Sassoli avvenuto il 15 dicembre 2021, durante il quale ha chiesto il rilascio di Navalny ed ha consegnato a Daria Navalnaya l’importante “Premio Sacharov per la libertà di pensiero”, che ha ritirato a nome del padre. Durante la consegna, la figlia del dissidente russo aveva dichiarato: “La Russia è una parte dell’Europa e ci sforzeremo di diventarne parte. Non vogliamo l’Europa dei cancellieri e dei ministri che sognano un posto nel consiglio delle aziende statali di Putin o di navigare sullo yacht di un oligarca”.
Inizialmente si vociferava “di un errore”, che però non sono stato in grado di individuare, pur leggendo e rileggendo il volume, cercando di constatare l’effettiva credibilità dei contenuti riportati. A destare la mia attenzione a distanza di mesi è stata l’assenza di un’edizione riveduta e corretta, che solitamente viene data alle stampe subito dopo il ritiro di quella “errata”. Perciò ho continuato a domandare fino a che la rete commerciale mi ha comunicato che il libro è stato ritirato per motivi contrattuali, senza andare nello specifico.
Sarà così per davvero? O ci troviamo di fronte ad un libro che deve scomparire?
Di certo, per ora, è scomparso dal sito della casa editrice e a parte pochi link non ci sono molte tracce su internet, pur essendo un libro recentissimo di un’importante casa editrice come la Garzanti. Per fortuna esiste un piccolo numero di copie cartacee in giro per l’Italia, che difficilmente scompariranno!
Solo il tempo ci darà risposte certe. Nel frattempo, “buona caccia al libro”!
di Achille Callipo
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