
In scena al Teatro Galleria Toledo dal 28 al 29 novembre 2023 lo spettacolo “Now, prova sul Riccardo III di William Shakespeare“, tratto dal Riccardo III di Shakespeare, di e con Michele Sinisi, scritto con Francesco M. Asselta, voce off di Peter Speedwell, stencil Daniele Geniale, suoni Claudio Kougla.
Lo spettacolo “Now, prova sul Riccardo III di William Shakespeare” si apre con Michele Sinisi, il quale interpreta un attore che a sua volta deve interpretare Riccardo III. Ѐ così che, tramite la performance di Sinisi, inizia un viaggio all’interno del personaggio di Riccardo III e di noi stessi.
Riccardo viene rappresentato in tutta la sua difficoltà a vivere, in tutta la sua deformità fisica e caratteriale. L’attore che prova ad interpretarlo è a sua volta logorato dall’ avidità di potere di Riccardo e dal senso di ribrezzo che egli stesso prova pensando al proprio aspetto fisico.
Luce e buio si alternano continuamente, come a volerci spiegare sia concretamente il tempo che passa, ma anche facendoci notare che c’è una realtà visibile a tutti ed una che mostriamo solo a noi stessi. Tale tematica sembra essere ripresa anche nel suono della metro che si ripete durante lo spettacolo, sia con la funzione di scandire il tempo, ma anche con l’intenzione di riportare il nostro attore alla realtà.

Data la narrazione in lingua originale (inglese shakespeariano), le emozioni e il linguaggio non verbale assumono un ruolo di rilievo. Prevale tra tutte le emozioni la rabbia di chi è affamato di potere, notiamo fino a che punto questo tipo di fame possa degenerare raggiungendo il suo apice nella scrittura sul tavolo di scena How do you kill children? Notiamo la stessa rabbia tramutata in fame anche nella rappresentazione del rapporto con Lady Anna.
Prima il desiderio di possederla, Riccardo la richiede su un cartello come un barbone richiede l’elemosina, poi la materializzazione del suo desiderio, un processo che richiede tempo come quello di disegnare una donna con uno spencil e infine la rabbia, forte come delle cinghiate, di chi non è capace di reggere il confronto tra la realtà e l’idea.
Questa continua rabbia e senso d’inadeguatezza risvegliano nello spettatore il tormento, comune, nella ricerca della pace con se stesso.
di Alice Gaudino
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