
Lina Sastri sul palcoscenico del Teatro Grande di Pompei, per la sesta edizione del Pompeii Theatrum Mundi il 23 e 24 giugno, è la strepitosa ed eclettica protagonista dello spettacolo “Nozze di Sangue“, “Bodas de Sangre” di Garcia Lorca, con la direzione di Lluís Pasqual, regista di prosa e d’opera, spagnolo, andaluso, uno dei massimi interpreti del teatro di Garcia Lorca.
Il racconto messo in scena è uno dei massimi lavori di teatro del Novecento europeo, espressione del progetto del teatro «La Barraca», famoso teatro universitario popolare ambulante di Lorca, creato nel 1932, dopo il suo ritorno da New York, che rappresentava opere classiche con le tecniche già proprie dell’avanguardia, e del quale Bodas de Sangre, Yerma e La casa di Bernarda Alba sono le tre opere più note.

La storia prende spunto da un matrimonio nelle campagne intorno a Granata, un evento di cronaca realmente accaduto a Nijar nel 1928, un matrimonio che termina malissimo: la sposa ama ed è corrisposta da un altro uomo, Leonardo, già suo innamorato durante gli anni adolescenziali, e causa di dolore e di sangue nel passato delle due famiglie per il verificarsi di fatti di sangue. La sposa durante la cerimonia fugge via con lui. Lo sposo li insegue, sfida a duello l’altro uomo. Nel duello moriranno entrambi: “si sfidano i due uomini dell’amore – racconta Lorca – con un coltello, un piccolo oggetto che a contenerlo è solo una mano!“

In una contraddizione tra l’amore amato e l’amore dovuto, una fidanzata e una madre si dividono il palco, nuove protagoniste di un dolore che continua. Tre donne restano dopo i fatti di sangue sotto la cattiva luna di Lorca, una moglie tradita, una fidanzata sposa e vedova e una madre ormai sola, che attende la morte per poter dormire sotto spighe di grano, e intanto si tormenta :”Se gli uomini non avessero creato i coltelli!”
Non solo recitazione, ma anche musica, le arti concorrono alla splendida riuscita di uno spettacolo di 70 minuti nel quale danza, recitazione, dramma, poesia coesistono in una vera e propria storia flamenca di amore e dolore, di musica, folklore, danze. Il suono flamenco, cainte e baile, accompagna lo spettacolo e lo rende intenso. Cainte jondo e poesia oscura, come quella dei sonetti di amore oscuro che Lorca dedicherà in quegli anni ad uno dei suoi tormentati amori.

La struttura di “Nozze di sangue” è quella della tragedia, che prende spunto dalla tragedia del teatro greco, e come nella tragedia la pièce si muove sotto l’ombra di un fato avverso, di un destino oscuro. Il compimento del destino sarà forse l’unica via per la catarsi.
Ma Garcia Lorca ci insegna anche che “Il teatro è uno degli strumenti più efficaci per l’edificazione di un paese, un barometro che ne registra la grandezza o il declino“. Anticonvezionale e straordinariamente moderno, Lorca si schiera contro il moralismo e il bigottismo del suo tempo e degli anni bui della Spagna dittatoriale- “Fai sentire che sei tu l’uomo, il maschio, il padrone!“, spinge al duello d’onore suo figlio una Lina Sastri, donna spagnola degli anni trenta.
Con Garcia Lorca il teatro diviene strumento di crescita, di confronto e di miglioramento sociale, di ricerca e di dibattito. Al centro del suo teatro e in questa pièce, ci sono le donne, con la loro libertà, la loro bellezza, contro le convenzioni imposte dalla politica, c’è l’amore passionale, c’è l’uguaglianza di genere, e c’è infine, la denuncia contro tutte le guerre, che uccidono gli uomini, e lasciano sole le donne. Come ricorda il regista Lluís Pasqual scegliendo con cura le parole di Garcia Lorca.
Il mondo è grande, ci possiamo vivere tutti.
Garcia Lorca






ph. Mina Grasso
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