
Nu.Ri.Ge è un’associazione nazionale nata circa una decina d’anni fa e che da un anno e mezzo ha iniziato ad operare anche nel napoletano. L’associazione in Campania è promossa da tre sindacati: la CGIL, la FILLEA e SPI. Nasce con lo scopo di concentrarsi sulla rigenerazione urbana, dare nuova vita in termini edilizi e sociali agli spazi della città e soprattutto delle periferie sfruttate o mal funzionanti.
In particolare, l’associazione agisce nelle aree metropolitane di Bagnoli e di Napoli est dove ci sono vari spazi a cui ridare vita. In città, invece, uno dei progetti presentati dall’associazione consisterebbe nel ridare vita alla città in lunghezza, quindi sfruttando i tetti sui quali a ben vedere sarebbe possibile svolgere molte attività sociali e d’aggregazione. Il tema del consumo di suolo è decisivo perché è il suolo che permette la produzione agricola, se noi lo consumiamo fino a logorarlo rischiamo di non usufruire più dei suoi frutti.
L’altra legge ci viene presentata da Francesco Ecalona, presidente di Nu.Ri.Ge Campania. L’appellativo “altra”, ci spiega, deriva dalla volontà di porre distanza dalla legge regionale numero 5 del 2024. Ci racconta della stesura del documento fatta insieme ad altre quaranta associazioni. Francesco ci spiega che il contributo di Nu.Ri.Ge è stato principalmente nel primo titolo del documento.
La legge recentemente approvata dal Consiglio regionale della Campania potrebbe sembrare mirata ad affrontare le gravi sfide derivanti dall’acuirsi dei fenomeni naturali. Tuttavia, un’analisi più attenta rivela che le norme in essa contenute non solo non supportano gli obiettivi dichiarati, ma risultano addirittura dannose. La legge si dimostra inadeguata nel rispondere alle necessità di adattamento ai cambiamenti climatici e alle trasformazioni socio-economiche degli ultimi anni. Le modifiche al quadro legislativo e pianificatorio attuale sono significative e preoccupanti, e ciò che emerge chiaramente è un obiettivo predominante: incentivare la rigenerazione urbana tramite iniziative private, con l’incremento volumetrico fino al 50%.
Il presidente dell’associazione ci racconta che il ministero della cultura e il ministero dell’ambiente hanno redatto delle relazioni, sotto richiesta delle quaranta, in cui vengono riscontrati molti profili di incostituzionalità. Il Governo ha deciso di promulgare lo stesso la legge e dunque non è mai stata analizzata dalla Corte costituzionale, per ora.
“Le quaranta” hanno collaborato per promuovere delle modifiche alla legge recentemente approvata. L’ alternativa dovrebbe essere una legge che integri meglio le esigenze di protezione ambientale, rigenerazione sociale e sviluppo sostenibile, con piani concreti e misure che evitino la speculazione edilizia.
Possiamo riassumere gli obiettivi su cui mira ad incidere in 4 passaggi significativi:
1.Promuovere davvero la sostenibilità ambientale, con misure concrete per ridurre il consumo di suolo e proteggere le aree agricole, naturali e paesaggistiche.
2.Favorire la rigenerazione urbana, ma con un approccio che consideri anche la qualità della vita, il miglioramento dei servizi e l’inclusione sociale, evitando la gentrificazione e l’esclusione delle fasce più deboli.
3.Integrare piani di mobilità sostenibile, obbligando i comuni a sviluppare piani di trasporto pubblico e mobilità dolce, in modo da ridurre il traffico e l’inquinamento.
4.. Migliorare la pianificazione urbanistica, mantenendo tutele forti per i beni naturali, storici e culturali, e garantendo che le decisioni siano basate su un approccio sostenibile e partecipato.
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