
È stato un abbraccio caloroso quello del pubblico della Galleria Toledo che ha accolto il concerto di Gnut, cantautore partenopeo che da poco ha rilasciato il suo nuovo album, “Nun te ne fa”. Un viaggio tra i ricordi del passato e l’amore nel presente attraverso le note di Claudio ‘Gnut’ Domestico, arrivato al suo quarto album prodotto da Beating Drum.
È una filosofia di uno dei tanti modi di vivere napoletani, quello di non preoccuparsi troppo – tanto si risolverà tutto e ‘aria s’adda cagnà. Non ti preoccupare, e arriva a dare il nome anche a quest’ultimo album di Gnut che vede grandi collaborazioni con artisti e amici di una vita.
A partire da Alessio Sollo, il poeta di strada – ospite sul palco – che ricordiamo per l’Orso ‘Nnammurato e che segue Claudio nei testi di tante sue canzoni. “Mentre scrivevamo questo pezzo” – ha spiegato Gnut al pubblico – “Alessio ha iniziato a piangere. A singhiozzo! Poi ha fatto commuovere anche me, abbiamo passato il pomeriggio così”, parlando della canzone “Nun te ne fa” che dà nome all’album.
Nun te ne ‘ncaricà si nun so’ ccagnato
Gnut e Sollo, ‘Nun te ne fa’
Si ancora so’ n’auciello ca nun vola
‘e nnotte ca me sento sgarrupato
‘e zitto aspetto ca se sceta ‘o sole
Il disco è nato anche con il lavoro del cantautore inglese Piers Faccini – la sua label Beating Drum ha già rilasciato in passato il secondo Ep di Gnut, “Hear my Voice” (2018).

Così gli arrangiamenti di Faccini hanno accompagnato il finger style di Claudio Domestico, con la sua chitarra acustica che dolcemente ha soprannominato “Ciaccarella“. Nel gruppo anche il batterista Simone Prattico e il violinista Michele Signore, che ha accompagnato in passato grandi autori della musica napoletana come Roberto Murolo, Sergio Bruni e Pino Daniele. A chiudere l’immensa musicalità del gruppo il timbro femminile della voce di Ilaria Graziano, co-autrice di soundtrack di successo come le musiche di Ghost in the Shell.
Eppure non sono mancati i grandi successi di Gnut, quelli che hanno avuto più tempo per diventare colonne sonore di momenti bui e luminosi delle nostre vite come Nu poco ‘e bene, e cover di grandi brani come Passione, scritta nel ’34 da Libero Bovio. Non è una maturità: i suoi brani hanno sempre colpito i nostri cuori. Così, dopo vent’anni di lavoro nel suo mondo, Gnut si riafferma per quello che è: un poeta della musica.
Di Ciro Giso
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