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"Nuova scena" su Netflix: Keies ci spiega il successo del format

Elisabetta Rota
Elisabetta RotaRedazione Informare
6 marzo 20244 min di lettura

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"Nuova scena" su Netflix: Keies ci spiega il successo del format

Indice (5)

  • 1Uno sguardo al programma
  • 2Il punto di vista di Keies
  • 3Nuova scena ha dato visibilità a Napoli e al napoletano?
  • 4“Quello del programma non è freestyle”
  • 5Il rap è diventato un trend?

Nuova scena, il talent andato in onda su Netflix questo mese, è giunto al termine. A vincere è stato Kid Lost, uno degli “eletti” di Geolier, un ragazzo di 27 anni originario di Qualiano. Che sia piaciuto o meno, questo programma ha saputo attirare l’attenzione e creare dibattito.

Uno sguardo al programma

Con 8 episodi che non arrivano ai 60 minuti, Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain hanno tirato in ballo quelli che, secondo loro, erano i migliori artisti emergenti di Roma, Napoli e Milano. Tutti i concorrenti rappresentavano benissimo l’estetica rap: il vestiario, i movimenti, il linguaggio. Eppure, distanti da computer e Auto-Tune, molti sono crollati.

Nonostante ciò, quello che colpisce di Nuova scena è prettamente l’immagine. Uno show quasi cinematografico ricco di videoclip e ispirato a format simili prodotti in Francia e negli Stati Uniti. Elementi che aprono una finestra sui giovani e su ciò che oggi è capace di attirare la loro attenzione, tra cui proprio la musica rap.

Ma cosa ne pensa di Nuova scena chi di rap ne capisce e vive l’ambiente da tempo? Lo abbiamo chiesto a Pasquale Arra, in arte Keies. Un’artista di Ponticelli (zona Est Di Napoli) che fa musica dal 2012. Negli ultimi anni Keies si è dedicato principalmente al freestyle ottenendo due vittorie nazionali: Black Sunday di Napoli e Double Trouble di Torino.

Il punto di vista di Keies

«Nuova scena è il classico prodotto con il quale potenze come Netflix vanno a nozze. Tutti possono notare che l’arte non è messa in primo piano, è uno show e in quanto tale da precedenza al personaggio. Tuttavia, può anche capitare, come in questo caso, che a vincere sia un’artista meritevole per davvero. Kid Lost, infatti, sono circa 15 anni che spinge e che propone musica di qualità e un gran rap, quindi la vittoria è meritata».

Se gli si chiede se Nuova scena possa essere un modo per avvicinare le persone al rap, Pasquale risponde: «Non c’è bisogno di nessuno show per avvicinare le persone alla musica, siamo tutti vicini alla musica, chi più chi meno. L’incontro avverrà comunque».

Nuova scena ha dato visibilità a Napoli e al napoletano?

Non dovrebbe sorprendere vedere come uno spazio così ampio venga dedicato a Napoli e alla sua scena musicale in un programma simile. Eppure, dopo i dibattiti creatisi a Sanremo per il testo in napoletano di Geolier, vedere arrivare in finale due artisti napoletani può essere motivo di orgoglio e simpatia.

A tal proposito Keies afferma: «Non credo questo show serva al napoletano dato che già di suo negli ultimi anni ha ottenuto una visibilità e una risonanza mediatica molto alta, mi auguro solo sia utile ai ragazzi del programma per emergere e fare buona musica».

“Quello del programma non è freestyle”

In uno degli episodi di Nuova scena i concorrenti devono sfidarsi una battle di freestyle, a prendere parte alla competizione ci sono anche ragazzi e ragazze che non hanno mai avuto esperienze simili. Ottenendo, infatti, scarsi risultati. Ciò rischia di sottovalutare il ruolo e la serietà di questa disciplina.  

Keies, che di freestyle ne sa parecchio viste le sue esperienze, ci aiuta a fare chiarezza. «Quella vista nel programma non è una battle di freestyle dato che le strofe sono state scritte anticipatamente dai partecipanti. Le gare di freestyle sono di improvvisazione pura e non ha niente a che vedere con quanto visto in Nuova Scena».

Allora chi fa rap deve saper fare anche freestyle? Pasquale nega: «Non per forza, molti dei big italiani non sanno fare freestyle. È una pratica che è sempre stata vista come un “di più” ma negli anni sta raggiungendo una sua singolarità e un suo microcosmo».

Il rap è diventato un trend?

Nuova scena ha dato visibilità a tanti giovani ragazzi, ma ce ne sono ancora molti che aspettano il loro momento. Tutta questa attenzione verso il rap e il continuo aumento di persone impegnate nella sua produzione, lo rende un “trend da seguire”? Per Keies non è proprio così.

«Il rap è IL genere in Italia attualmente, e tutti i componenti ne devono essere felici. Non deve esserci nonnismo o purismo, più il piatto diventa grande più tutti potranno mangiare. Una cosa è certa, ci dovrebbe essere più conoscenza del lato culturale di questa musica, sapere di più sull’hip-hop e sulle sue basi. Perché non è solo musica, spesso ti salva la vita».

Immagine articolo
Pasquale Arra in arte Keies

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  • #freestyle
  • #keies
  • #nuova scena
  • #RAP
Elisabetta Rota
Redazione Informare

Elisabetta Rota

Elisabetta Rota vive a Ponticelli in provincia di Napoli e studia Comunicazione pubblica, sociale e politica alla Federico II. La sua passione per la scrittura l'ha portata a prestare anche una grande attenzione per l'ambiente. È infatti volontaria presso l'associazione Fondalicampania con la quale si attiva per prevenire il fenomeno delle microplastiche. Attualità, territorio e ambiente sono i temi che tratta per Informare Online.

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