
In Campania il tasso di occupazione resta il più basso d’Europa insieme a quello di Sicilia, Calabria e Puglia. I dati pubblicati dall’Eurostat manifestano le disparità tra le varie Regioni italiane che evidenziano la differenza di passo tra Nord e Sud. La situazione resta critica per l’occupazione delle donne, anche laureate.
Nonostante il tasso occupazionale in Italia sia in crescita, le regioni Campania, Sicilia, Calabria e Puglia restano le peggiori in Europa e vedono la Campania con un tasso di occupazione pari al 45,4%, la Sicilia con il 46,8% e Calabria con il 44,8%. Sono poco incoraggianti i dati per quanto riguarda l’occupazione femminile tra i 20 e i 64 anni che trova la peggior condizione in Campania che si classifica, quindi, come la regione europea con il tasso di occupazione femminile più basso.
Complessivamente, il divario tra Italia ed Europa si assottiglia nonostante la drammaticità delle realtà meridionali.
Il divario con l’Ue è invece molto ampio se si guarda alle donne che hanno conseguito il diploma di terza media con il 36,6% a fronte del 47,3% in Ue, ma anche per quelle che hanno il diploma di scuola superiore con il 58,6% in Italia e il 68,9% in Ue.
I posti di lavoro al sud scarseggiano e molti di questi sono in nero e senza garanzie per i lavoratori. Garanzie che non prevedono un’adeguata sicurezza sui posti di lavoro come testimoniano i dati inerenti al numero di tumori, infortuni e le cosiddette “morti bianche” che nella realtà dei fatti sono dei veri e propri omicidi per mano dei datori di lavoro.
Il Governo, da qualche mese, evidenzia la positività del tasso di occupazione in Italia senza considerare che è necessario tutelare il diritto al lavoro dei cittadini meridionali che molte volte sono costretti a cercare maggiore dignità altrove.
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