
Per il secondo anno consecutivo Informare ha aperto le porte della sua redazione a studenti e università oltre i confini regionali e nazionali. Esattamente ad un anno di distanza dalla prima visita, il 16 aprile più di dieci studenti della Scuola di Architettura, Urbanistica ed Ingegneria delle Costruzioni del Politecnico di Milano, provenienti da tutto il mondo, sono venuti a farci visita per un confronto con i nostri cronisti, con l’obiettivo di approfondire conoscenze e idee sul territorio di Castel Volturno, oggetto di indagine e ricerca dei loro studi. Al centro del dibattito, al quale ha partecipato anche Tommaso Morlando, presidente di Officina Volturno e fondatore di Informare, tanti argomenti, tra cui l’erosione costiera, emergenza che sta destando perplessità e preoccupazione anche fuori la Campania.













Durante le ore trascorse in redazione, gli studenti hanno rivolto diverse domande a Morlando, fonte storica di Castel Volturno, che ha raccontato loro l’evoluzione e lo sviluppo del territorio negli ultimi decenni, a partire dagli anni Ottanta. Tra tutte le istituzioni e le associazioni incontrate, gli studenti sono rimasti sorpresi non solo dalla quantità di informazioni apprese, ma soprattutto per l’impatto con la nostra realtà, definendo l’incontro come quello “più emozionante”.
Esperienza più che positiva anche per gli studenti francesi di Pianificazione territoriale della facoltà di Urbanistica e Geografia alpina dell’Università di Grenoble, che hanno trascorso cinque giorni a Castel Volturno incontrando una serie di enti del terzo settore, oltre a figure istituzionali e professori di Architettura. Nel pomeriggio di mercoledì 22 aprile gli studenti, coordinati dalla prof.ssa Cristina Del Biaggio, hanno ascoltato le storie di resistenza di Officina Volturno e Informare, gli anni più bui del contrasto alla criminalità organizzata, la difficoltà di fare inchiesta per un giornale indipendente.
«Abbiamo incontrato diversi attori del territorio, conoscendone le sue specificità. Una delle ragioni per la quale siamo venuti è lo studio della criminalità organizzata: qui ci sono tante persone che cercano di contrastarla» racconta Eline Gallin, una delle studentesse del gruppo. «È stato molto toccante ascoltare la storia di Officina Volturno e Informare e vedere come la vostra associazione si batte per i cittadini e per la verità. Malgrado le minacce che pesano su di voi, vi fa onore il fatto che continuate a fare il vostro lavoro» dice invece Marjorie Faivre, altra ragazza a prendere parte al viaggio a Castel Volturno.
«Non ero mai stato nel Sud dell’Italia e credo che Castel Volturno sia un posto speciale, diverso rispetto ai territori francesi. I legami sociali sono fortissimi qui, grazie soprattutto al lavoro che fanno le associazioni. È incredibile la motivazione che hanno. Noi in Francia spesso aspettiamo che sia lo Stato a svolgere delle azioni; invece qui è totalmente diverso e tanto lavoro viene fatto dalle persone» afferma Victor Misandeau.
«C’è un grande rispetto per voi giornalisti di Informare, nato in un periodo difficile a causa della camorra. È impressionante vedere giovani che non hanno paura di fare il proprio lavoro. Per me è stata una grande lezione» sono le parole di Romain Arnaud.
Sui giorni passati a Castel Volturno interviene anche la prof.ssa Magali Talandier, che ha accompagnato gli studenti: «Porterò a casa una serie di ritratti di uomini e di donne, persone che cambiano la faccia di questo territorio. Ci poniamo molte domande sui paralleli che si possono fare con la Francia, perché lì la questione delle mafie è resa molto meno pubblica. In realtà però il problema esiste, sia per i cittadini, sia per le collettività territoriali e le istituzioni pubbliche. L’incontro con voi di Informare è stato toccante: i ragazzi hanno fatto una bellissima esperienza». La cinque giorni degli studenti francesi si è conclusa con una visita al Centro Fernandes e nelle Terre di Don Peppe Diana, ascoltando la storia dell’attivista assassinato dalla camorra.
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