
Sono terminati i tempi in cui si aspettava con ansia i 18 anni per prendere la patente e guidate l’automobile autonomamente. Oggi i giovani non hanno più tanta fretta e possedere l’auto. Tutto questo perché sono cresciuti con il digitale e sono abituati ai servizi in abbonamento e attenti alla sostenibilità.
I nati tra il 1997 e il 2012 hanno un approccio molto più flessibile alla mobilità: mettersi al volante non è più una priorità, ma solo un’opzione. Naturalmente, è una scelta che deriva principalmente dal fatto che i trentenni italiani hanno un reddito inferiore del 17% rispetto a quello che aveva la generazione precedente. Infatti, chi vive in città, infatti, ha un rapporto più freddo, meno emotivo con l’automobile.
Più ci si allontana dalle grandi città, invece, più l’auto diventa importante per potersi spostare. Proprio la città rappresenta una discriminante importante tanto che il 55% dei giovani è disposto a rinunciare all’automobile di proprietà a favore del car sharing. Tutto questo in ragione di un risparmio o della possibile condivisione con amici, percentuale che sale al 66% se si guarda le generazioni successive, così come la maggior parte vede di buon occhio l’avvento delle vetture elettriche.
L’Economist, nelle ultime settimane, ha parlato di disamoramento dei giovani per l’automobile. Discorso simile lo ha fatto il Washington Post, raccontando le storie di ragazzi che non hanno fretta di prendere la patente o senza alcuna intenzione di guidare, potendo contare su servizi come Uber.
I motivi sono economici, sociali e culturali. In Italia lo stipendio medio annuo di chi ha tra i 18 e i 24 anni è di 15.858 euro. Tutto questo, a fronte di un prezzo netto delle auto immatricolate che nel 2022 è stato in media di 26.200 euro (+8% in un anno). Inoltre, gran parte dei giovani sotto i 25 anni vive in aree urbane. In questo caso è più agevole trovare soluzioni di mobilità alternative all’auto, per non parlare della tendenza a diventare genitori in età sempre più avanzata, che posticipa di conseguenza la necessità di un veicolo per la famiglia.
Secondo i dati Istat risulta che tra il 2011 e il 2021 il numero di auto intestate a persone under 25 è calato del 43%, a fronte di una diminuzione dei residenti nella fascia d’età tra i 18 e 25 anni. I giovani hanno sempre meno auto, ma non significa manchi la voglia di guidare. Dieci anni fa, non avere una patente era inconcepibile. Ora, invece, nelle grandi città , tutto questo, sta quasi diventando uno status symbol, un modo per dimostrare che esistono alternative più sostenibili e sicure rispetto a un’opzione figlia del boom economico degli anni Sessanta.
I giovani che vivono in grandi città sono consapevoli delle alternative a loro disposizione, e quindi non vedono nella patente ela stessa priorità percepita dalle generazioni passate. .
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