
Le Olimpiadi di Parigi 2024 rappresentano un passo significativo dei noti giochi olimpici verso l’inclusività e l’eguaglianza puntando a riflettere e rispettare la diversità e creando un ambiente olimpico dove tutti possano sentirsi rappresentati e partecipare attivamente.
E tra le iniziative volte a coltivare queste novità, troviamo l’istituzione del primo asilo nido nella storia dei Giochi. Una simile novità permette agli atleti con figli piccoli di competere senza preoccupazioni per la cura dei bambini, garantendo allo stesso tempo un ambiente sicuro e stimolante. Un approccio che riflette un cambiamento culturale significativo. Le Olimpiadi non sono più solo una celebrazione dell’eccellenza sportiva, ma anche un luogo dove le esigenze familiari e personali degli atleti sono riconosciute e rispettate.
Il Village Nursery, primo asilo nido nella storia dei giochi olimpici, è stato ideato e finanziato da P&G ed apre un nuovo orizzonte nella storia delle Olimpiadi. È operativo tutti i giorni dalle 9 del mattino fino alle 21 ed al suo interno offre spazi per l’allattamento, fasciatoi per i neonati ed aree in cui trascorrere tempo in famiglia. A ciò si aggiunge anche l’iniziativa del Comitato Nazionale Olimpico e Sportivo Francese di offrire alle atlete in fase di allattamento una stanza in un albergo nelle vicinanze del Villaggio Olimpico.
«La gravidanza e la maternità non devono significare la fine della carriera per le atlete. È fondamentale sia per i genitori sia per i bambini poter trascorrere del tempo insieme, soprattutto in un momento così importante nella vita sportiva di un atleta», queste le parole della campionessa Emma Terho, presidentessa della Commissione atleti del Comitato Olimpico Internazionale.
Tanti sostenitori e sostenitrici dell’iniziativa, tra i quali spicca il nome di Allyson Felix, velocista e campionessa nell’atletica leggera che vanta ben 7 ori ai giochi, la donna con il più alto numero di medaglie e di medaglie d’oro olimpiche nell’atletica leggera, oggi mamma dei piccoli Camryn e Trey. Avendo in prima persona affrontato le difficoltà di riuscire a bilanciare la propria vita privata con la carriera sportiva ha affermato: «Ho capito quanto sia complesso competere ai massimi livelli dopo aver avuto mia figlia, e ho testato in prima persona come alcune cose pratiche siano davvero difficili. E così, quando sono entrata a far parte della Commissione Atleti del Comitato Olimpico Internazionale, volevo davvero diventare una voce per le mamme-atlete, e alleggerirle in modo semplice dando loro una cosa in meno di cui preoccuparsi nella pressione della competizione».
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...