
Porre un argine alla sempre più dilagante emergenza educativa è senza dubbio tra le più spinose priorità della società contemporanea che ha nelle comunità di recupero per minori uno degli strumenti educativi più fruttuosi. Il 28 giugno scorso a Giugliano in Campania, proprio in una di queste strutture, la Comunità alloggio per minori Marcellino Champagnat dei Fratelli Maristi, alla presenza della responsabile legale Rosa Ciccarelli, di un folto gruppo di dirigenti nazionali e sovranazionali, e di tanti cittadini e amici, si è celebrato un importante e significativo evento socio-educativo, l’inaugurazione di Fly Zone un’opera d’arte nata dalla collaborazione degli artisti e dei volontari dell’associazione culturale “Let’s Think” con gli otto ragazzi ospitati dal centro. Si tratta della ventottesima tappa del progetto educativo OLTRE I MURI, un murale diffuso in tutti gli ambienti della struttura con un filo conduttore che unisce le diverse idee rappresentate per un restiling in cui prevale la bellezza di una rinnovata consapevolezza: la potenza salvifica di un gesto d’amore che restituisca loro dignità e legalità.
Nata con un solo ospite quattro anni fa in piena pandemia, la comunità oggi garantisce accoglienza ad otto ospiti provenienti da contesti diversi e affidati ad un gruppo di educatori coordinati da Gianluca Di Maro, educatore, fondatore e presidente di Let’s Think.
«In questi anni sono state realizzate trenta tappe soprattutto nelle scuole e con le scuole, le ultime due in questo mese di luglio a Marano con Giancarlo Siani e Malala Yousafzai, in passato nelle stazioni delle metropolitane di Chiaiano e di Piscinola, due volte nel centro polifunzionale dell’IPM di Nisida con i ragazzi detenuti, con i ragazzi del centro di giustizia minorile dei servizi sociali del Comune di Napoli e delle varie provincie, ragazzi che vivono situazioni di disagio, di abbandono familiare che provengono dagli istituti penitenziari minorili e insieme a loro costruiamo gruppi di volontariato per diffondere messaggi di solidarietà e di bellezza attraverso l’arte dei murales. Invece, nella Comunità alloggio per minori a rischio dei Maristi di Giugliano dove svolgo il ruolo di coordinatore educativo, in veste di presidente dell’associazione Let’s Think ho proposto di effettuare la XXVIII* tappa del progetto. Così gli otto ragazzi ospitati in comunità sono diventati parte attiva della visione collettiva partecipando in tutte le fasi ideative e operative, dal ripristino all’imbiancamento dei muri, dagli schizzi sulle pareti alla coloritura delle campiture».
«Io ho scoperto strada facendo questa mia vocazione, una missione sociale che mi pone accanto ai ragazzi che non hanno avuto la possibilità di una crescita regolare e vivono in contesti familiari e culturali fortemente compromessi. Un’ingiustizia sociale che combatto quotidianamente stando con loro, per loro e, aldilà del sistema politico amministrativo che non funziona come dovrebbe e mette sempre più ai margini dei ragazzi già penalizzati dalla vita. In quasi vent’anni di esperienza tra lavoro in comunità e in associazione abbiamo avuto quasi il 70% di ragazzi che si sono liberati dalla schiavitù della malavita o dalla dipendenza da droghe o altro».
«A distanza di anni dai miei inizi, percepisco quanto la realtà minorile sia fortemente compromessa e degenerata perché i social hanno accelerato e amplificato l’edonismo, l’apparire, l’avere più che l’essere. Questi ragazzi fragili, affettivamente carenti e instabili, vengono facilmente irretiti da Internet e ne restano impigliati con delle vere e proprie pericolose dipendenze».
«Purtroppo questo è un problema gravissimo perché a causa della sovraesposizione al web c’è un aumento esponenziale di casi psichiatrici tra i ragazzi. La fruizione dei più svariati contenuti senza alcun controllo e restrizione incide sulla salute mentale dei ragazzi. Noi educatori possiamo limitare il danno in piccola percentuale perché in comunità si possono accogliere non più di otto ragazzi, pochissimi rispetto alle migliaia di ragazzi che non vengono intercettati e istituzionalizzati e che non sono adeguatamente “curati”. Aumentano quotidianamente richieste di interventi non solo educativi ma anche sanitari su ragazzi, a causa del disfunzionale utilizzo dei social e della rete. Non c’è stato un adeguamento legislativo in materia di protezione “psicologica” dei ragazzi che sono esposti h24 all’ingerenza dei social».
di Angela Mallardo
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