
L’Associazione di volontariato Black and White dei Missionari Comboniani si trova a Destra Volturno, precisamente in Viale Po 11. Da fuori è possibile sentire le voci dei bambini che ogni giorno trascorrono il loro tempo con i volontari. Un luogo dove si gioca, si studia, si impara l’italiano e si fanno attività di oratorio durante il pomeriggio. Alla guida di tutto ciò, ritroviamo Padre Daniele Moschetti, nostro caro amico che ci accoglie sempre calorosamente.
Abbiamo fatto visita all’associazione, addentrandoci nelle classi degli alunni che seguono il doposcuola pomeridiano. Ci accolgono abbracci, giochi e tanta curiosità emanata dagli occhi vispi e attenti dei più piccoli. Ci accorgiamo subito di come queste aule siano impregnate di “inclusività” e amore, la parola “diversità” non è ben accetta in quelle mura, questo è uno dei concetti cardine dell’associazione.
Padre Daniele ci mostra i risultati di tanti anni di lavoro e sacrificio: aule ristrutturate e spazi all’aperto, volontari che mettono a disposizione il loro sapere senza volere nulla in cambio. Alla fine saliamo sul tetto, Viale Po è totalmente vuota vista dall’alto, e il nostro accompagnatore ci spinge a guardare giù, un enorme terreno acquistato dall’associazione che potrebbe diventare il giusto centro di aggregazione sociale di Destra Volturno. Come? C’è l’ha raccontato lui in un secondo momento, durante un’intervista.
«Questo progetto, noi l’abbiamo chiamato “oltre i muri”, parliamo di muri sociali, culturali e religiosi. Vuole essere un’opportunità per questo territorio, in particolar modo avremmo intenzione di realizzare un centro ricreativo – culturale – sportivo – musicale – artistico – teatrale. All’interno dell’area verde, ci sarà un campo di calcetto, un campo polivalente, gradinate, spogliatoi, area all’aperto dedicata al teatro e un sentiero dedicato all’attività di corsa».
«La più grande difficoltà è rappresentata dalla burocrazia. I passaggi burocratici del comune sono tanti ed evidentemente lunghi, visto che abbiamo presentato il progetto circa due mesi fa. Speravo fosse tutto un po’ più velocizzato perché il nostro scopo non è lucrare ma bensì creare aggregazione, dare un’identità al territorio e migliorare una realtà molto abbandonata di Castel Volturno, possiamo dire la zona più depressa ed emarginata».
«Si lo è, assolutamente. Perché qui abbiamo visto naufragare tanti progetti. Questa volta però abbiamo comprato noi il terreno e crediamo che questo possa darci più garanzie. Questo progetto una volta realizzato rimane ai cittadini».
Il terreno acquistato dall’associazione è ad “uso agricolo”, per far sì che tutto prenda vita dovrebbe diventare ad “uso urbano”. Questo sarebbe possibile grazie ad una approvazione da parte del consiglio comunale del progetto ultimato, quindi che soddisfi i requisiti richiesti per l’eventuale approvazione. Nell’ipotesi che quest’ultima sia concessa, il tutto potrebbe essere realizzato in pochi mesi, poiché una raccolta fondi è già stata avviata.
«Chiediamo che questo progetto sia sostenuto soprattutto dalla politica, perché dalla comunità è stato accolto con grande entusiasmo. Prego che non ci siano ostacoli nei confronti di una struttura che rappresenta un bene comune».
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