
Con le imminenti elezioni regionali in Campania si torna a parlare delle prospettive di sviluppo economico per la nostra regione. I candidati si sfidano su chi sia più vicino alle imprese o chi abbia più visione per il territorio, ma per avere le idee più chiare può essere utile avere un quadro preciso dell’economia campana.
Osservando i dati relativi al PIL, la Campania si classifica al 7° posto in Italia e prima nel Mezzogiorno (112 miliardi). Il PIL pro-capite, invece, è uno dei più bassi d’Italia (circa 20.000 euro) anche a causa dell’altissima disoccupazione (15,9% al 2024).
Nel tentativo di facilitare gli investimenti sul territorio, dal 2018 la regione ha lanciato una Zona Economica Speciale, poi confluita nella ZES Unica -che comprende tutte le regioni del Mezzogiorno- il 1° gennaio 2024. Secondo i dati più recenti questa istituzione ha attirato 27,5 miliardi di investimenti e 35mila posti di lavoro: circa la metà di tali dati sono riferiti alla sola Campania. A fronte, comunque, di 4,8 miliardi di investimenti pubblici.
Nonostante i dati positivi, come spiegato in alcune interviste dal direttore dello Svimez, Luca Bianchi, la progressiva estensione della ZES nelle regioni del Centro Italia e la mancanza di un piano strategico e di selettività negli investimenti rischiano di limitare gli effetti positivi di questa istituzione. In particolare, l’assenza di una guida strategica rischia di minare la capacità delle singole aree di cui si compone la ZES di specializzarsi, condizione necessaria per raggiungere una competitività sufficiente a rientrare nelle filiere europee ed internazionali. Se si desidera un esempio si guardi alle zone economiche speciali cinesi, dove la concentrazione di singole città o intere regioni su singoli settori produttivi consente a queste di esportare prodotti a prezzi ineguagliabili altrove.
Dai dati forniti dall’Osservatorio MAECI, risulta che la Campania abbia esportato all’estero merci per un valore di 21,6 miliardi di euro nel 2024, quasi il doppio rispetto agli 11 miliardi registrati nel 2018. Indicativamente il settore farmaceutico contribuisce per il 39% all’export, mentre i “prodotti alimentari, bevande e tabacco” per ben il 27%; i mezzi di trasporto si fermano all’8%, il settore dell’abbigliamento al 5%. Il primo paese di destinazione delle esportazioni è la Svizzera (35%), seguita da Germania e Stati Uniti.
Per quanto riguarda le importazioni, queste sono passate dai 13 miliardi del 2018 a 25 miliardi nel 2024, con un’alta esposizione sui prodotti chimici (29%) e prodotti in metallo (14%), mentre tessili e alimentari contribuiscono ciascuno per circa per il 9%. Il principale paese di provenienza delle importazioni è chiaramente la Cina (33%).
Un primo dato negativo riguarda il saldo: la Campania importa più di quanto esporti. Questo dato non tiene chiaramente conto degli scambi con altre regioni italiane, ma è in controtendenza rispetto alla natura fortemente esportatrice dell’economia nazionale.
L’altro dato poco rassicurante riguarda l’altissima concentrazione delle esportazioni sul settore farmaceutico, che contribuisce per ben l’80% dell’export high-tech regionale. La maggior parte della produzione in questo settore è spedita in Svizzera, paese da cui provengono alcune delle principali aziende che hanno investito in Campania negli ultimi anni, come la Novartis, attiva con un importante impianto a Torre Annunziata. La criticità è soprattutto legata al forte attacco dell’amministrazione Trump all’industria farmaceutica europea: i tentativi del governo statunitense di attirare la produzione di farmaci in patria potrebbe esporre la Campania ad una crisi del settore, una bella prova per la prossima amministrazione regionale.
Se per alcuni il boom turistico permanente sembra l’unica prospettiva economica per risollevare i destini del Mezzogiorno, non disperi chi la pensa diversamente: tra deglobalizzazione, riorganizzazione delle filiere e crisi internazionali, il mondo è pronto a cambiare rapidamente nei prossimi anni e c’è spazio per un riscatto, per chi sarà all’altezza della sfida.
Leggi anche: Regioni come Puglia, Sicilia e Campania stanno diventando poli d’innovazione
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...