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Orta di Atella: cade l’amministrazione Gaudino, ma non è questo il male maggiore

Luisa Del Prete
Luisa Del PreteRedazione Informare
14 dicembre 20227 min di lettura

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Orta di Atella: cade l’amministrazione Gaudino, ma non è questo il male maggiore

Indice (4)

  • 1Motivi e repliche
  • 2L’amministrazione Gaudino: i presupposti
  • 3Nei fatti: la situazione attuale di Orta di Atella attraverso gli occhi di un cittadino
  • 4Orta di Atella: verso il futuro

Anche l’amministrazione Gaudino, dopo un anno (o poco più) di mandato, giunge al capolinea. A frenare la corsa, rassegnando le dimissioni ieri pomeriggio davanti al notaio De Biase di Grazzanise, sono stati: il Presidente del Consiglio Comunale Antonio Carbisiero, Lista Civica Orta in Movimento, Gianfranco Arena, Lista Civica Agire Con Arena Sindaco, Antonio Russo, Lista Civica Agire Con Arena Sindaco, Adriana Laura Cinquegrana, Lista Civica Democratici & Riformisti Per Orta, Maria Di Pietro, Lista Civica Orta in Movimento, Maria Iovane, Lista Civica Noi Orta Viva, Pasquale Lamberti, Lista Civica Noi Orta Viva, Raffaele Lampano, Lista Civica Alternativa Per Orta, Giovanna Migliore, Lista Civica Moderati Per Orta Di Atella, Antonio Santillo, Lista Civica Democratici & Riformisti Per Orta.

Nel corso della giornata odierna il Prefetto di Caserta, Giuseppe Castaldo, potrebbe già nominare il nuovo commissario prefettizio che guiderà il Comune ortese fino alle prossime amministrative, previste per la primavera 2023. Una storia che andava avanti già da un bel po’ di mesi poiché troppo grandi erano le crepe che c’erano tra il sindaco Vincenzo Gaudino e la maggioranza: egli, infatti, aveva già rassegnato le dimissioni almeno un paio di volte negli scorsi mesi, ritirandole e provando a mettere toppe nella giunta. Tutto questo non è bastato: a dirgli addio sono stati proprio coloro che nelle scorse amministrative erano al suo fianco.

Motivi e repliche

“Azione amministrativa inefficace: non possiamo più assistere indifferenti a uno spettacolo che sta attanagliando e affondando il nostro Paese” queste le parole con cui i dimissionari motivano il forte atto politico. A cui Vincenzo Gaudino, poco dopo le dimissioni, replica “Hanno tutti la loro narrazione – afferma l’ormai ex Sindaco di Orta di Atella -, ma la realtà è ben diversa e c’è tanta approssimazione anche nelle critiche. La verità è che non hanno neanche avuto il coraggio di discutere una mozione di sfiducia in consiglio comunale. Avevamo avviato un percorso di cambiamento. Non ero stato eletto per abbattere un sistema e realizzarne un altro, ma per lavorare nel nome del bene comune, così come stavo facendo. Basti pensare alle strade che stavamo rifacendo, al parco pubblico ormai pronto e alle tante azioni che avrebbero dato risultati evidenti di qui a poco e tutto questo in una città difficile dove c’è ancora tanto da fare per scardinare vecchie logiche”.

L’amministrazione Gaudino: i presupposti

Bisogna fare, però, un passo indietro ed analizzare quelli che erano i presupposti di questa amministrazione. Lo stesso sindaco è intervenuto sul nostro Magazine poche settimane dopo essersi insediato sul Comune Ortese. Un incontro in cui Gaudino, insieme a Vincenzo Tosti (Vicesindaco di Orta di Atella), esplicitò tutti quelli che erano i punti di forza del loro programma e ciò che volevano mettere in atto, con le loro forze. All’interno di quest’intervista (LEGGI QUI) erano menzionati i principali obiettivi e priorità: la creazione di asili nido e poli di istruzione, intercettare i fondi del PNRR e della Regione, l’assicurazione dei servizi per le fasce più disagiate (disabili e anziani), la creazione di spazi come la Biblioteca comunale o il “Palazzo della cultura”, riportare all’agibilità il Campo Sportivo ed il Palazzetto dello Sport, abbattere e uscire da quello che egli identificava come “sistema mafioso e non politico” presente in città, bonificare i luoghi di smaltimento illecito di rifiuti prendendo in mano la situazione dell’intero ciclo rifiuti.

Nei fatti: la situazione attuale di Orta di Atella attraverso gli occhi di un cittadino

All’incirca 2 mesi fa, nel mese di ottobre 2022, abbiamo provato a richiedere un ulteriore confronto con l’amministrazione Gaudino per fare con loro un resoconto dopo un anno di mandato: intervista attesa per oltre un e mese e mezzo, che non è mai stata concessa. Da cittadino ortese, camminare nella città e viverla (o meglio, sopravviverci) ogni giorno non è una cosa semplice. Partendo dal presupposto che la città, anche se poco se ne parla, è divisa in due: Orta al di là e al di qua del ponte.

Superando il ponte per imboccare l’asse mediano (svincolo di Succivo), ci si imbatte in una vera e propria giungla: strade sprovviste di corpi illuminanti e illuminate (nei tratti più fortunati) dalle luci delle fabbriche in zona, fondi stradali impraticabili in cui uno slalom efficace non basta per evitare un incontro a cadenza mensile con il proprio gommista di fiducia, mancanza di veri e propri punti di aggregazione, ma soprattutto di semplici servizi per beni di prima necessità: se non si è provvisti di un mezzo di trasporto personale, difficilmente si può sopravvivere in quella parte della città.

Per quanto riguarda l’Orta “al di qua del ponte”, la situazione è lievemente migliore, ma non esageriamo. Fortunatamente alcune toppe sulla viabilità delle strade sono state effettuate (il rifacimento del manto stradale nelle vie principali es: via Verdi-via Toscanini), ma la strada è ancora molto lunga. Non c’è bisogno di citare tutte le strade che necessitano il rifacimento del fondo o porre l’attenzione sulle varie discariche abusive che sorgono in punti sparpagliati della città (basti pensare alla zona di via Clanio) e che sono tangibili per ogni cittadino, ma i problemi sono svariati e suddivisi per ogni fascia d’età, principalmente per i giovani.

Servizi su servizi giornalistici hanno parlato ed etichettato Orta come “Il Paese più giovane d’Italia”. In sostanza, un giovane ad Orta di Atella può fare davvero poco o niente. Non sognando in grande, pensando all’istituzione di poli di istruzione secondaria (ormai un miraggio), ma restando coi piedi per terra. Non c’è un’aula studio o una biblioteca in cui poter studiare o leggere; a parte pochi bar (e quasi nessuno aperto nel dopo cena), non ci sono punti di aggregazione. E, inoltre, le poche realtà sociali di aggregazione comunitaria (associazioni etc…) sono lasciate a sé stesse, nelle illusioni e speranze di valorizzazione del forte impegno profuso nel territorio in cui sono nate.

Problema spazzatura, smaltimento rifiuti illeciti e sostanze tossiche e inquinanti, manti stradali dissestati, attività per giovani inesistenti, Parco pubblico, Palazzetto dello Sport, Poli di istruzione secondaria, assistenza e strutture per anziani e disabili fittizie e… il PUC?

Orta di Atella: verso il futuro

In queste ore verrà nominato, come precedentemente scritto, un commissario prefettizio dal Prefetto Castaldo. Un altro: l’ennesimo commissariamento di un Comune che sembra non trovare mai pace. L’avventura di Gaudino, seppur molto breve, non ha dato i frutti sperati dalla maggior parte della popolazione ortese che credeva in una vera e propria rinascita del Paese. Seppur ormai abituati (purtroppo) a questa situazione di crisi, la città ha davvero bisogno di un riscatto: le potenzialità sono enormi. Anche se lontane di mesi, sono più vicine di quanto sembrino le prossime amministrative, previste per la primavera del 2023.

Il panorama politico locale, dopo questo fallimento politico-amministrativo della coalizione di centrosinistra, si prospetta pieno di colpi di scena. Sarà, però, il tempo a svelare quelle che saranno tutte le carte in tavola, con l’auspicio che venga eletta una nuova amministrazione che resista nel territorio e sia pronta e capace di affrontare e gestire le problematiche della città: per il bene di una comunità, ormai stanca di tutti questi giochi politici. C’è bisogno di un rilancio, c’è bisogno di fatti concreti.

Tags
  • #amministrazione
  • #Orta di Atella
  • #sindaco gaudino
Luisa Del Prete
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