
È accaduto nel pomeriggio il forte atto politico dell’Associazione “GO! Giovani Ortesi”, negli ultimi giorni di un anno che ha visto Orta di Atella protagonista di tantissime vicende, tra le ultime c’è, senza dubbio, la fine dell’amministrazione Gaudino e la nomina di un commissario prefettizio, in attesa delle elezioni di maggio 2023.
Ed è proprio oggi 29 dicembre che i giovani sono scesi per le strade della loro città, affiggendo manifesti di denuncia contro una situazione più che critica: Orta si riconferma come il paese più giovane d’Italia, con un’età media a 36.6, ma non offre alcun servizio che garantisca ai suoi giovani una vita, ma soprattutto un futuro dignitoso.
Ed è questo il motivo che ha scatenato nei ragazzi ortesi questo sentimento di rivalsa. È facile riempirsi la bocca, nelle varie propagande, di belle parole sui giovani, sulla speranza e sul futuro, ma bisogna andare nei fatti: parlare solo di assenza di strutture e servizi è davvero “troppo generico” perché vivere la città ogni giorno, con queste gravi mancanze, va ben oltre. E l’associazione GO!, in questo manifesto, ha racchiuso a pieno cosa vuol dire essere, di questi tempi, giovane ad Orta di Atella: una cosa, assolutamente, non semplice.

«Non saprei davvero cosa aggiungere – afferma il Presidente dell’Associazione Giovanni Sorvillo -, è tutto scritto in questo documento che è frutto del lavoro di noi giovani, ma è soprattutto il risultato della grande voglia di riscatto che abbiamo. Ci siamo impegnati e continueremo sempre di più: per il nostro futuro e per il nostro Paese».
«Essere, per l’ennesima volta, decretati – afferma il Vicepresidente di Giovani Ortesi Domenico Del Prete – dal censimento ISTAT della popolazione il paese più giovane d’Italia, per una realtà come la nostra, è davvero sconcertante. Per noi che viviamo la questione giovanile ortese tutti giorni sappiamo bene quanto potenzialmente potrebbe dare il nostro paese e quanto in realtà non dà, in termini di strutture e servizi. Orta di Atella dovrebbe essere considerata la punta di diamante per il riscatto di un Paese, come l’Italia, che tende ad invecchiare. Bisognerebbe dare il giusto peso alla nostra cittadina accendendo, una volta per tutte, i riflettori sulla più grande risorsa del nostro territorio: i giovani».
I giovani di Orta sono ormai stanchi di subire, sono scesi in campo e pretendono risposte, ma soprattutto fatti concreti. Strutture in cui poter praticare sport, poter studiare, potersi incontrare. Insomma, una normalità che nella cittadina ortese ormai manca da troppo tempo. Basta aspettare e subire, non c’è più tempo: il futuro di noi giovani è oggi.
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