
Si chiama “Phica punto eu” il forum di violenza di genere nel quale centinaia di migliaia di uomini pubblicavano foto e video di donne senza consenso.
«Nonostante gli sforzi, non siamo riusciti a bloccare in tempo tutti quei comportamenti tossici che hanno spinto Phica a diventare un posto dal quale distanziarsi piuttosto che sentirsi orgogliosi di far parte. Per questo, con grande dispiacere, abbiamo deciso di chiudere e cancellare definitivamente tutto ciò che è stato fatto di sbagliato». Questa è una parte del contenuto del comunicato di chiusura del forum che ha contato nel corso degli anni centinaia di migliaia di utenti iscritti. Il forum che Mary Galati combatte da anni, creando tra le azioni più recenti la petizione su Change.org finalizzata alla chiusura di Phica.
Le denunce sono partite giorni fa, come quella mossa dall’attrice Anna Madaro, vittima del forum, recatasi alla questura di Taranto con un plico contenente tutte le informazioni raccolte dal sito in questione. Innumerevoli, sul sito, i commenti violenti dei quali Madaro ha provveduto a fare degli screenshot per aggiungerli ai documenti necessari alle forze dell’ordine. «Qualcuno chiedeva se avevo telecamere in casa che si potevano hackerare», condivide l’attrice vittima del forum, citando uno tra i commenti intercettati.
Attrici, politiche, influencer, registe, oltre a mogli, compagne, sconosciute, suocere, parenti e figlie sono state vittime del forum criminale e sessista. Immagini rubate dai profili social di content creator e ripostate sul forum, organizzato in categorie e sottocategorie, per effettuare zoom su determinate fattezze fisiche, modificare le immagini, al fine di commentarle sessualmente e per inneggiare ad abusi sessuali. Proprio l’attrice Diletta Begali, in un recente video postato su Instagram, commenta la vicenda sottolineando «Questo corpo è mio. Ma decido io quando, dove e come mostrarlo», procedendo a lanciare la petizione che ha contribuito alla chiusura del forum sessista e a denunciare l’accaduto che andava avanti da anni alla Polizia Postale.
Allo stesso tempo, dopo la denuncia massiva e la chiusura del gruppo Facebook “Mia Moglie” e adesso con quello che sembra il temporaneo smantellamento del forum Phica, personaggi pubblici e non si stanno chiedendo se sono tra le vittime di questi trend abusanti. Persone che, per ora, non hanno modo di scoprirlo, in un contesto tecnologico ove trovano spazio problematiche sociali strutturali basate su dinamiche di potere e messe in pratica attraverso l’acquisizione coatta e illegale da parte di uomini organizzati di immagini personali di donne sessualizzate e oggettificate, sorvolando ogni pratica relativa al consenso.
Chi ha potuto denunciare sarà sorretta dalla legge, in quanto:
Phica è online dal 2005. Gli ammnistratori di scrivono «A presto» alla fine del comunicato di chiusura del forum. Una formula indicativa della continuità con cui agiscono e si organizzano gli uomini che si organizzano per creare forum e gruppi di questo genere. Basti pensare al gruppo Facebook italiano “Mia Moglie“, al gruppo di scambio di materiale pedopornografico esistente su Telegram sotto il nome di “Dipreisti”, il caso del gruppo Telegram in Germania dove dedine di centinaia di uomini si scambiavano informazioni e consigli su come poter replicare le azioni di Dominique Pelicot, l’uomo che ha drogato per anni sua moglie rendendola oggetto di stupro di diversi uomini; il caso portoghese del gruppo Telegram di 70.000 uomini che scambiavano foto di donne senza il loro consenso e l’elenco sarebbe lungo e intenso, doloroso e di difficile accettazione.
Purtroppo, però, sono fattori reali, aggregazioni maschili che proseguono in altre vesti, sotto altri nomi, utilizzando nuove piattaforme. È, dunque, giunto il momento di parlare di nuove leggi che possano tutelare maggiormente chi si espone – e ha il diritto di farlo liberamente -. Leggi per chi usurpa senza etica ogni brandello audio visivo per farne oggetto sessuale condiviso e abusato.
L’urgente necessità di formulare nuove norme che tutelino le vittime di tali piattaforme e che ne criminalizzino e responsabilizzino i fautori risulta evidente. Un riferimento lampante a tale evidenza è dato dal motto di Cloudflare, il server americano che ospitava il forum attualmente oscurato.
Il server introduce così la propria policy: «Su Cloudflare abbiamo un obiettivo ambizioso – aiutare a creare un Internet migliore». È evidente che il team di Cloudflare non sia il sostituto da colpevolizzare rispetto alle centinaia di migliaia di uomini che hanno contribuito a Phica. Ma è altrettanto evidente la necessità di fornire strumenti di gestione dei contenuti di forum come Phica e come tutti gli altri raggruppamenti violenti di cui, ancora, pullula il web a discapito della libertà personale altrui.
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