
Le piccole realtà socioculturali del territorio sono spesso trascurate dai circoli di informazione massiva, nonostante siano il motore propulsivo di un nuovo modo, realmente inclusivo e anticlassista, di fare e portare cultura. Questo ideale di condivisione e inclusione delle arti, e in particolar modo del teatro, è ciò che anima il progetto OTGL, Officina Teatro Generazione Libera, un centro di teatro sociale e sperimentale con sede a Tuoro, una frazione di Caserta.
Quest’anno, unitamente alle attività di doposcuola e di corso di teatro, il centro ha ospitato una notevole stagione teatrale, che si è distinta per qualità nel panorama casertano, arrivando ad una risonanza quasi regionale ed attraendo compagnie da tutta la regione. Abbiamo dunque sentito la direttrice della stagione teatrale, Claudia Buono, che ci illustra le caratteristiche del centro e della stagione.
«La scelta dei testi teatrali è stata fatta in base a una sorta di amicizia fra attori che si sono immolati per la causa, perché qui non c’è guadagno. Mi sono interfacciata con persone che sapevo essere felici di sposare questa causa. Siamo partiti con uno spettacolo nostro, Rosalyn di Edoardo Erba, che parla della violenza psicologica sulle donne, graditissimo e replicato molte volte. Tutti gli altri spettacoli sono stati scelti anche in base alla varietà, per accontentare ogni fetta di pubblico: spettacolo politico di Contestualmente Teatro, compagnia del napoletano conosciuta sui social che ha accettato di venire senza alcuna esitazione; come il monologo di Riccardo Sergio sull’umanità della condizione del barbone. L’anno prossimo verrà fatta una selezione ancor più accurata, perché fortuna vuole che ci stiamo facendo conoscere, il progetto piace, e alcune compagnie ci stanno espressamente chiedendo di recitare nella nostra stagione».
«Abbiamo dei laboratori teatrali che partono dai bambini fino agli adulti, e la retta è irrisoria, solo per pagare luce e riscaldamento. Non facciamo pagare quote saggio né quote costumi, ci si arrangia. La nostra politica è cercare di portare cultura, perché questa purtroppo è una zona profondamente degradata. Il nostro obiettivo è diventare una realtà affermata e riconosciuta a livello regionale, ma autogestita. Facciamo anche doposcuola, essendo figli di Generazione Libera, associazione di volontariato che nasce per togliere i ragazzi dalla strada e aiutarli nei loro percorsi di studio per evitare la dispersione scolastica nelle zone disagiate intorno a Caserta».
«La funzione sociale è cercare di sensibilizzare il più possibile a tutti i tipi di diversità, e, più in generale, all’umanità, che si sta perdendo. Siccome a volte succedono cose nel tuo vissuto che ti cambiano la vita, o ci si incattivisce con il mondo, o si mette a disposizione il proprio sapere, la propria voglia di fare e di dare. Io ho cercato di scegliere la seconda strada».
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