
Cari Antonio e Tommaso,
cari colleghi,
Grazie per l’opportunità che mi offrite. L’opportunità di tornare a scrivere sulle pagine del vostro prestigioso giornale che da sempre è un punto di riferimento per la legalità, per la lotta al crimine, per la difesa del territorio, per l’opinione pubblica e anche per il nostro Ordine dei giornalisti della Campania. Grazie per un impegno costante, per la vostra mission che negli anni non è cambiata e che oggi, di fronte ad una nuova ondata di inchieste sulla mala politica, vi vede posizionati al posto giusto, dalla parte giusta. Ci conosciamo da molti anni e conosco bene le vostre battaglie. Ho seguito attentamente e continuo a seguire i vostri percorsi di legalità, il vostro impegno, appunto, nell’informare l’opinione pubblica. Un giornale che, con il ruolo di approfondimento, va ad integrare il lavoro di trasparenza svolto da altri colleghi del territorio. Un lavoro incessante e fondamentale. Ancora di più in questa delicata fase di nuove inchieste in una stagione che, più di sempre, vede i giornalisti e i magistrati nel mirino delle mafie e di una parte della politica.
C’è un brutto clima nel mondo, c’è un brutto clima nel nostro paese, anche nei nostri territori della Campania dove spuntano nuove inchieste sulla mala politica. Inchieste che riguardano l’attualità in modo impressionante. Non si tratta di fatti che risalgono a molti anni fa. No, si tratta di fatti molto più recenti. Questo il primo aspetto da sottolineare, l’attualità delle indagini. Secondo aspetto, indagini emerse dopo il recente voto per le elezioni regionali. Nessuna giustizia ad orologeria, dunque, che avrebbe potuto influenzare il voto, ma una giustizia che segue i suoi tempi corretti.
Diverse le Procure al lavoro in Campania sulle illegalità, sul rapporto tra mala politica e camorra. Al lavoro anche su quella zona grigia che spesso ha segnato inchieste importanti e che spesso è la zona più difficile da scovare. Nell’area casertana, in particolare, dopo l’arresto dei boss dei Casalesi, frutto del grande lavoro di grandi magistrati e forze dell’ordine, la camorra si è in qualche modo rimodulata. I colpi inferti ai clan sono stati durissimi e hanno avuto un effetto importante sull’opinione pubblica, sui cittadini che si sono sentiti protetti dallo Stato. Allo stesso tempo però, in alcune aree a macchia di leopardo, la camorra anche senza i capi di un tempo continua ad esercitare pressioni in particolare, come dimostrano le recenti indagini, su politica e appalti. Il lavoro di magistrati e forze dell’ordine, incessante, dimostra che lo Stato c’è. Procure, Prefetture, Questure, tutte le forze di polizia sono al lavoro ma occorre anche uno scatto da parte di una classe politica che spesso finisce nella zona grigia e non sempre riesce a dare risposte credibili. Ed è per questa ragione che sui territori casertani non si percepisce un serio impegno da parte della politica locale.
Un’ultima considerazione vorrei offrirla sul recente caso che ha scosso tutta la politica regionale, il suicidio dell’ex vicesindaco ed ex presidente del Consiglio comunale di Napoli Tino Santangelo. Un notaio che ha rappresentato negli anni Novanta e oltre una delle migliori espressioni delle professioni al servizio dei cittadini. Ebbene, mi ha colpito la tempestività con cui è stato motivato il suo gesto, senza verifiche, legandolo al processo riaperto recentemente, dopo due assoluzioni, sulla società Bagnolifutura relativamente al periodo in cui Santangelo era il presidente. Società che per alcuni anni si è occupata della bonifica dell’area ex Italsider di Napoli.
Alcuni canali – altra zona grigia – sono riusciti a diffondere in modo capillare tra i media che il suicidio fosse legato all’inchiesta. Da qui una grandinata di dichiarazioni politiche che in alcuni casi sembravano disegnate su misura per puntare il dito contro la magistratura. Tutto ciò fino a quando è intervenuta la famiglia Santangelo smentendo ogni illazione. Nel suicidio non c’entra il processo su Bagnolifutura. La famiglia “esclude categoricamente il collegamento del decesso del notaio con gli ultimissimi sviluppi delle vicende processuali”. Ricordiamolo tutti, soprattutto noi giornalisti. Etica, deontologia, correttezza professionale, verifica delle notizie sono la base del nostro lavoro.
di Ottavio Lucarelli, Presidente dell’Ordine dei giornalisti della Campania
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