
Il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha annunciato un nuovo “pacchetto salvacasa“, che, nelle intenzioni del governo, dovrebbe regolarizzare le cosiddette “piccole difformità edilizie” che, sempre secondo l’esecutivo, tengono bloccati milioni di italiani che vorrebbero ristrutturare o vendere casa.
A detta del Ministro Salvini, questa legge gioverebbe principalmente per due fattori principali. Il primo è che favorirebbe i cittadini che, “per 20 centimetri di soppalco o di veranda”, usando parole di Salvini, non possono vendere o ristrutturare casa. Il secondo è la liberazione degli uffici pubblici da una serie di pratiche inutili ed estremamente lunghe. La stessa Presidente Meloni, tuttavia, ha dichiarato di aver solo sentito parlare di questa legge, e di non aver ancora letto il testo, ma che le sembra una proposta “ragionevole”.
Le opposizioni hanno immediatamente tacciato questo provvedimento come un blando tentativo di mascherare l’ennesimo condono per abusi edilizi. Ma sarà davvero così? Sulla carta il rischio c’è. Una normativa non adeguata, con un controllo poco capillare, permetterebbe di condonare illeciti edilizi che mettono seriamente a rischio la sicurezza e la tenuta stessa di alcuni immobili, con conseguenti rischi di crolli e idrogeologici che troppe volte abbiamo visto causa di tragedie. Una normativa ben strutturata dovrebbe sicuramente essere estremamente rigida, con misure e metrature ristrette e ben precise, per non consentire che i “furbetti” possano farsi condonare edifici evidentemente non a norma. Solo in questo caso, con controlli rigidi, una normativa del genere può avere senso; al contrario, si rischierà di compiere un altro passo in favore di chi possiede edifici abusivi.
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