
Pochi territori come quello vesuviano raccontano la convivenza tra uomo e natura, tra paesaggio e produzione, tra tutela e sviluppo. È su questo fragile ma fecondo equilibrio che si fonda “Parchi a Tavola: Nutrire il futuro con la biodiversità”, la giornata conclusiva di FestAmbiente Natura Vesuvio 2025, curata da Legambiente Somma Vesuviana e promossa dal Parco Nazionale del Vesuvio.
Trent’anni dopo l’istituzione dell’area protetta, il Parco celebra la propria maturità: non più solo presidio ecologico, ma laboratorio di sviluppo sostenibile. Raffaele De Luca, presidente dell’Ente Parco, lo ha ribadito con una chiarezza quasi programmatica: «La biodiversità è la nostra vera ricchezza».
Perché, diciamolo, se in Italia la parola “biodiversità” è spesso confinata nei convegni, qui diventa azione, relazione, economia reale. Il Vesuvio ha imparato che la tutela non è un costo, ma un investimento. Trent’anni di lavoro – tra incendi, abusi, rinascite – hanno dimostrato che il Parco può essere motore di comunità, cultura, impresa. Il futuro, per chi vive sotto il vulcano, non è una fuga dal territorio ma un ritorno consapevole ad esso.
“Parchi a Tavola” è il momento in cui le comunità dei Parchi del Vesuvio e del Cilento – nati insieme nel 1995 – si ritrovano per dire che il cibo è cultura, che la filiera corta è un atto politico. Che la sostenibilità non si predica, si pratica. Giovanni Romano, presidente di Legambiente Somma Vesuviana, lo ha sintetizzato così: «Vogliamo dimostrare che la biodiversità è risorsa concreta per costruire futuro e comunità». E in questa frase c’è la vera sfida del Mezzogiorno: trasformare la tutela in sviluppo, la natura in opportunità, l’identità in rete.
La giornata del 18 ottobre ha offerto un percorso sensoriale che è anche una metafora del territorio. Dal sentiero n°11 “La Pineta di Terzigno”, dove la natura mostra la propria resilienza, alla visita di Casa Setaro a Trecase, dove la vite cresce su lava e memoria. Fino a San Giuseppe Vesuviano, nella fattoria “Le prelibatezze di Nonno Luigi”, dove il jazz incontra l’agricoltura e i bambini imparano che la cura del suolo è la prima forma di futuro. Ogni tappa ha raccontato un pezzo di un’Italia che esiste, ma di cui si parla poco. Un’Italia fatta di piccoli produttori, scuole, associazioni, amministratori che lavorano insieme. Non per ideologia, ma per sopravvivenza intelligente.
Nel pomeriggio, la tavola rotonda “Nutrire il futuro con la biodiversità” ha riunito esperti, operatori e rappresentanti istituzionali. Al centro un’idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: la biodiversità non è nostalgia del passato, ma la più moderna delle economie. Alle 20.00 i vini vesuviani hanno incontrato gli oli del Cilento, le farine antiche e i legumi rurali. Perché proteggere la natura significa anche produrre valore, reddito, bellezza. Ed è in un Paese che troppo spesso separa ambiente ed economia, che il Vesuvio insegna il contrario. Qui la tutela non è freno, ma leva. Si tratta di costruire ciò che verrà: un modello in cui biodiversità, educazione e impresa coesistono e si rafforzano a vicenda. FestAmbiente Natura Vesuvio è la dimostrazione che la sostenibilità, quando diventa cultura diffusa, è anche strategia di crescita. Strategia di un’economia consapevole. Basta saperla coltivare.
Leggi anche: Il Parco Nazionale del Vesuvio: 30 anni di natura, tutela e rinascita
A Palazzo Santa Lucia è stata presentata la 64esima edizione del Giro di Campania, alla presenza dell’Assessora allo Sport...
La Costiera Amalfitana brucia ormai da giorni. Tra la devastazione e le fiamme alimentate dai forti venti, si lavora incessan...
Il 16 settembre 2026 sono stati ultimati i lavori riguardo il restauro dell’edicola votiva di San Gennaro, situata in piazz...
Come ogni mese torna la nostra rubrica culturale “Leggere che passione”, ecco i due libri consigliati ai nostri lettori. ...