
La storia del Parco Mascagna è molto travagliata ed è intrecciata indissolubilmente con la storia della V Municipalità di Napoli: «Questo parco si chiamava semplicemente “Giardini di via Ruoppolo” – ci racconta Gennaro Capodanno, ex presidente della V Municipalità – circa una ventina d’anni fa, però, ci fu un progetto per la realizzazione di un parcheggio interrato meccanizzato che avrebbe risolto in gran parte i problemi del Vomero e dell’Arenella. Purtroppo, in quel momento le persone credettero che il verde pubblico sarebbe scomparso poiché nelle planimetrie il giardino non era stato inserito nel progetto del parcheggio, e per varie concause non si costruì».
Il giardino, così, fu chiamato Parco Mascagna in onore di Marco Mascagna, un ambientalista che lottò contro la costruzione del parcheggio. «Una costruzione che avrebbe in gran parte risolto i problemi di quest’area – sostiene l’Ingegnere Capodanno – perché oggi, di fatto, non si ha nessuna possibilità di trovare parcheggio pubblico o parcheggio a costi contenuti: bisogna avvalersi, quando disponibili, di parcheggi privati che, però, costano un occhio della testa (5/6 € all’ora)».
Da qui nasce la crisi del commercio del Vomero, «una zona che vantava ben 1600 esercizi commerciali, ormai in crisi: da un lato è impossibile venire con la propria autovettura, dato i costi elevati ed esorbitanti, dall’altro non c’è un sistema di trasporto efficiente che consente il collegamento con tutte le parti della città e delle province, poiché, tra l’altro, c’è anche il problema della funicolare di Chiaia, chiusa ormai da 500 giorni».
Questi giardini, che sono comunali, quindi fanno capo al Comune di Napoli, sono stati chiusi svariate volte, e parliamo di chiusure lunghe mesi e l’ultima è arrivata il 7 settembre scorso: secondo la disposizione sarebbero stati rilevati dei problemi di staticità e il parco sarebbe stato chiuso a tempo indeterminato. I cittadini, perciò, hanno cominciato a protestare per una riapertura o per l’inizio dei lavori e finalmente, secondo l’ordinanza, i lavori sono partiti il 20 novembre, tuttavia «c’è un rebus: secondo il cartello del cantiere i lavori dovranno essere terminati entro 120 giorni, ovvero entro il 18 marzo. Visionando, però, la situazione attuale sembra pressoché impossibile che la ditta incaricata effettui i lavori in tempo, in quanto stanno procedendo con estrema lentezza».
I cittadini e il Prof. Capodanno chiedono delle risposte al comune e si domandano: «perché i lavori sono quasi del tutto fermi? Ci sono ragioni di natura economica? Noi vogliamo solo sapere: i cittadini sono stati sempre disponibili a qualunque iniziativa e a qualunque possibilità di intervento per poter riavere questo parco, tuttavia il Comune è assente e non dà risposte».
Una cosa, però, è certa: «questo parco sta cambiando di nuovo nome, perché molti, ormai, lo chiamano il cimitero degli alberi, che dei 100 e più alberi secolari presenti sono rimasti poco meno della metà». Gli ambienti verdi del Vomero, come la fitolacca a piazza degli artisti, il campo da basket al centro di piazza medaglie d’oro, la villa Floridiana o il nuovo albero di piazza Vanvitelli sono in uno stato di degrado e di abbandono assoluto; «questi giardini – continua il prof. Capodanno – si presentano in uno stato indecente: una zona piena di immondizia, piena di foglie morte, piena di rami di alberi che sono stati tagliati e di cui vediamo soltanto le ceppaie. Il verde pubblico non è una priorità, perché non c’è innanzitutto una cultura del verde. Anni addietro si fece una delibera per affidare le aiuole ai cittadini, ma questo affidamento fu un fallimento: l’amministrazione comunale dovrebbe far revocare l’affidamento e provvedere con i propri giardinieri, con i propri agronomi. Ma siamo sicuri che ne ha? Il Comune è provvisto di personale idoneo e attrezzature, o deve fare affidamento a ditte private, come per il Parco Mascagna?».
Gli alberi sono essere viventi e, in quanto tali, bisogna curarli non da malati, quando il danno è fatto, ma giorno dopo giorno: «mi auguro che in futuro vi sia una manutenzione quotidiana, ma, per ora, in questa città la cura del verde, purtroppo, è la Cenerentola dei problemi che affliggono l’amministrazione comunale partenopea».
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