
L’esito di una sfilata è correlato anche al messaggio che trasmette. Demna Gvasalia per Balenciaga ha trovato il modo per esprimere tutto il proprio sostegno a favore di quanto sta accadendo in Ucraina. Il fashion show s’è distinto per il duplice concept che ha animato l’evento e a cui è stata allegata una personalissima lettera dello stesso stilista.
Su ogni sedia dedicata ad ogni invitato c’era una t-shirt con la bandiera ucraina e un biglietto con le parole di Gvasalia. “Ho capito che cancellare questo spettacolo avrebbe significato arrendersi, arrendersi al male che già mi ha ferito così tanto per 30 anni. Ho deciso che non posso più sacrificare parti di me a quella guerra insensata e spietata dell’ego”.
Con un breve testo spiega quanto l’attacco russo in Ucraina rievochi in lui quel trauma che mai è riuscito a superare. Gvasalia fu costretto a fuggire con la famiglia durante la guerra civile del 1991-93. Diventato un rifugiato, lasciò la Giordania per rifugiarsi in Germania. Il trauma di quel periodo oggi riemerge più che mai e la collezione FW 22 è stato il suo atto di resistenza.
Il suo sostegno all’Ucraina è avvenuto tramite lo show ma anche grazie al The World Food Programme. Di alta rappresentazione è la scelta del set distopico adoperato come passerella. Il riferimento all’emergenza profughi causata dalla Russia e lo stato d’emergenza climatica sono i due temi di fondo che conversano all’avanzare dei modelli.
In una teca circolare, separata dal pubblico tramite un vetro, il defilè stilistico procede imbattendosi in una bufera di neve artificiale. L’avversità del tempo e la possibilità di un inverno glaciale tocca lo spettatore e lascia spazio alle riflessioni. Anche gli accessori sono spunto di pensiero: la Trash Bag richiama le buste di plastica in cui i fuggitivi infilano frettolosamente gli averi che vogliono portare con sé.
Gli abiti stropicciati e i tessuti con pieghe appartengono al linguaggio Balenciaga. In tutta la collezione prevale il nero ma a chiudere sono due look cromaticamente differenti. Il penultimo è caratterizzato da una tuta gialla mentre l’ultimo è un abito azzurro con strascico che svolazza nel vento freddo. Un chiaro riferimento alla bandiera Ucraina e alla sua voglia di libertà ma soprattutto alla pace.
Nel corso della carrellata, tra i look uno in particolare si è distinto. Su una hoodie in contrasto con lo sfondo c’era la mela senza morso e lo slogan modificato dell’Apple. Che sia una rielaborazione della cultura millennial o una collaborazione tra il marchio moda e la società di dispositivi Big Tech? Dopotutto l’invito alla sfilata era un Iphone 6 rotto con su inciso ora, luogo e data dell’evento.
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