
Cifra record: al Parlamento europeo l’Italia detiene un primato poco invidiabile, quello dei cambi casacca. Di certo la situazione attuale, figlia di un 2023 sinora abbastanza turbolento, segnala tale fenomeno. C’è una robusta transumanza degli eurodeputati italiani che danneggia la reputazione del partito producendo un grave danno d’immagine agli occhi degli elettori.
Sono circa 23 i parlamentari (sul totale di 73 della delegazione italiana) che hanno scelto di cambiare gruppo negli ultimi cinque anni. Un numero oltre il doppio dell‘Ungheria che è seconda in classifica. Quello italiano quindi è un primato che paradossalmente non viene avvicinato da nessun altro Paese. Naturalmente, ciascuna legislatura è una storia a sé, e ciascun parlamento rappresenta una novità rispetto a quello precedente. Ma le dinamiche che si instaurano all’interno dell’aula, forniscono una chiave di lettura per capire come e quanto stia cambiando la politica italiana.
Un fenomeno che fa parte del nostro assetto costituzionale da sempre ma che, in questi anni, ha raggiunto dimensioni enormi a causa delle spaccature interne a tutti i partiti. Ma i numeri parlano chiaro: secondo l’analisi dettagliata dei dati si evince la registrazione di un forte gruppo dei Non iscritti, di cui fa parte il Movimento 5 stelle. Purtroppo, i comportamenti dei parlamentari, soprattutto quelli del Movimento 5 Stelle, tra mancate fiducie e fiducie inaspettate, ha determinato espulsioni e cambi di gruppo. E poi, c’è chi viene e chi se ne va a gambe levate. Basti pensare che negli ultimi anni sono nove coloro che hanno abbandonato per trovare collocazione tra altre file. A seguire poi, il gruppo Id (di cui fa parte la Lega) con otto uscite.
E ancora: i socialisti hanno salutato cinque compagni mentre Forza Italia ha dovuto fare a meno solo di uno. Di conseguenza: i popolari ne hanno accolti ben otto. Verdi, Liberali di Renew (di cui fanno parte Italia viva e Azione) e l’Ecr (casa di Fratelli d’Italia) ne hanno accolti quattro ciascuno. In sintesi: i gruppi più danneggiati dal fenomeno dei cambi di casacca sono stati il Movimento 5 stelle, Forza Italia e il Pd. Lega e Fratelli d’Italia si sono invece “allargati”.
Il primato italiano è ancora evidente e le perdite più consistenti riguardano il Movimento 5 stelle e la Lega. Inutile dire che questi cambiamenti sono particolarmente nocivi e costituiscono una minaccia tra elettori ed eletti perché rendono evidente l’esistenza di divisioni interne e segnalano agli elettori l’incapacità di gestire e mantenere l’unità.
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