
Il giorno 9 luglio 2026 alle ore 18.30 si presenta il nuovo libro dell’artista Yvonne De Rosa, intitolato “Parlatori Politicus”, edito dalla Roberto Nicolucci Editore presso la sede della casa editrice in Piazzetta Nilo n.7 (NA). Dopo i saluti dell’editore interverranno gli autori di alcuni testi presenti nel libro: Adolfo Ferraro, Anna Sicolo e Francesco Piro.
Parlatori Politicus nasce da una ricerca sull’ex ospedale psichiatrico Leonardo Bianchi di Napoli e utilizza la vicenda di un uomo ricoverato per anni come “suddito cinese non identificato” come punto di partenza per riflettere sul rapporto tra linguaggio, potere e istituzioni. Il progetto mette in relazione questa storia con una riflessione più ampia sulla costruzione della diversità nella società contemporanea. Una delle questioni centrali del lavoro riguarda il modo in cui le istituzioni possano interpretare la differenza come devianza.
Il lavoro non intende giudicare il passato con gli strumenti del presente, ma mostrare come molte forme di esclusione continuino a esistere, pur assumendo forme differenti. Uno dei concetti chiave del lavoro è che la democrazia non consiste soltanto nel diritto di parlare, ma soprattutto nel diritto di essere ascoltati. La storia rivelerà che le difficoltà comunicative del suddito cinese erano dovute ad un’errata attribuzione della sua nazionalità: egli era in realtà giapponese. La narrazione diventa così una metafora più ampia: una società fallisce quando non riesce a comprendere chi parla una lingua diversa, possiede codici differenti o non rientra nelle categorie dominanti. In questo senso il manicomio viene letto come un dispositivo politico prima ancora che medico. Nel progetto compaiono inoltre schede di comunicazione e dispositivi semantici utilizzati in ambito psichiatrico. Questi materiali rappresentano il tentativo di costruire un ponte laddove il linguaggio verbale non basta, ma evidenziano anche il possibile carattere arbitrario di molte classificazioni. Chi decide quale elemento è fuori posto? Quando una differenza viene considerata una semplice variante e quando diventa motivo di esclusione?
Yvonne De Rosa è un’artista, fotografa, curatrice e docente italiana. Laureata in Scienze Politiche all’Università degli Studi di Napoli Federico II, si è formata in fotografia a Londra, presso Central Saint Martins e il London College of Communication – University of the Arts London, dove ha conseguito un MA in Photojournalism. La sua pratica si fonda su un lavoro di ricerca che attraversa fotografia, archivio, memoria, identità e potere. Nei suoi progetti la fotografia non è intesa soltanto come testimonianza, ma come dispositivo critico capace di mettere in discussione il modo in cui le storie vengono prodotte, conservate, rimosse o trasformate. Nel 2016 ha fondato Magazzini Fotografici, spazio indipendente e associazione no-profit dedicata alla fotografia contemporanea e alla cultura visuale, di cui è direttrice artistica. Attraverso Magazzini Fotografici promuove mostre, talk, workshop, progetti editoriali, percorsi formativi e attività di ricerca rivolte ad artisti, studenti, scuole, università e pubblico non specialistico. Parallelamente alla pratica artistica, svolge attività didattica e di formazione. È docente presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli e collabora con università, accademie e istituzioni culturali, tra cui l’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’Università Suor Orsola Benincasa. I suoi lavori sono stati presentati in istituzioni, festival e spazi indipendenti in Italia e all’estero. Nei lavori più recenti continua a interrogare il rapporto tra immagine, archivio, potere e memoria, costruendo progetti che utilizzano storie e documenti del passato per leggere tensioni ancora presenti nella società contemporanea.
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