
Napoli è la città più bella del mondo. Ha il sole, il mare, la pizza e l’overtourism. Ma una città deve necessariamente essere anche un posto accogliente per i suoi cittadini, per coloro che la mettono in moto ogni giorno. Per questo è necessario ricordare che a Napoli fa caldo, troppo caldo. Parliamo di un’afa irrespirabile e pericolosa che rende impraticabile vivere all’aperto. Naturalmente questa è una tendenza che tutto il mondo contemporaneo sta vivendo, frutto dei cambiamenti climatici e di tutte quelle problematiche denunciate ormai da anni.
Fino a quando a livello nazionale ed internazionale non si deciderà di fare fronte realmente al problema dell’innalzamento continuo delle temperature, resta obbligatorio per le amministrazioni locali prendere provvedimenti per limitare il danno causato da questi fatti, per il bene dei propri cittadini. Ed è per questo che, oltre a ricordare che a Napoli faccia caldo, è necessario ribadire che Napoli è una città senza verde, caratterizzata da piazze vuote, esposte per più di 10 ore al giorno alla luce cocente del sole, senza alcuna possibilità di riparo per chi si sposta a piedi o con veicoli non aerati.
L’assenza di verde nella città partenopea rappresenta un problema sotto diversi punti di vista. In prima istanza, quello che riguarda ovviamente il calore: è ormai acclarato il fatto che la presenza massiccia di verde in città sortisca effetti favorevoli, concedendo zone d’ombra per i passanti ed abbassando la temperatura dell’asfalto, che assorbendo i raggi solari aumenta vertiginosamente la propria temperatura. In secondo luogo, la piantumazione di alberi e di verde pubblico in giro per la città aumenterebbe notevolmente la qualità dell’aria in circolo. In ultima istanza c’è un fattore che forse, a livello funzionale, non si ritrova ai primi posti per importanza, ma che da un punto di vista simbolico risulta fondamentale: la bellezza.
Attualmente la maggior parte delle piazze o delle zone di pubblico transito a Napoli sono irrimediabilmente brutte, spoglie, grigie. E ciò che dovrebbe infastidirci di più è il fatto che la nostra città non sia sempre stata così: in passato, infatti, molte delle piazze che nell’ultimo periodo sono state rimodernate vedevano la presenza di alberi e arbusti ovunque.
L’assenza di verde in città è un dato fattuale. Basta visitarla per capire quante potenzialità al momento non siano sfruttate visti gli spazi disponibili. Ma diverse sono le possibilità di inversione di rotta. Rispetto all’apporto del verde pubblico nel contrasto ai cambiamenti climatici e alle ondate di calore, un report di Legambiente fa riferimento a diverse misure applicate nelle principali città europee. Fra le diverse soluzioni, oltre a quella della depavimentazione (la rimozione dell’asfalto per ripristinare il suolo naturale), tecnica utilizzata già in diverse città d’Italia, si può fare l’esempio di una delle più virtuose, proposta alla città di Anversa, in Belgio, sulla base di una ricerca commissionata dal Comune, che ha portato alla proposta di misure di adattamento a tre scale di azione:
• Scala urbana: obbligo di installazione di tetti verdi per edifici nuovi o ristrutturati e progettazione di parcheggi permeabili e verdi. La normativa mira anche ad aumentare l’albedo degli edifici pubblici, mantenendo colori chiari;
• Scala locale: il comfort termico viene migliorato installando fontane e laghetti, piantando alberi e creando parchi negli spazi pubblici che vengono rinnovati (piazze, parchi e quartieri della città), coinvolgendo gli abitanti attraverso campagne di misurazione. Queste sarebbero le misure più congeniali per città come Napoli, in cui si costruisce sempre meno a causa dei pochi spazi disponibili;
• Informazione e allerta: progettazione di un sistema dedicato di previsione e allerta del calore per ridurre al minimo gli impatti sulla salute dei singoli cittadini. Il sistema fornisce una previsione per ogni quartiere di Anversa, tenendo conto dell’effetto isola di calore urbana. Naturalmente si tratta solo di uno dei moltissimi esempi a cui la nostra città potrebbe ispirarsi per risolvere il problema dell’assenza di verde. Ma, in mancanza di una volontà politica a riguardo, qualsiasi proposta al momento equivale a grida al vento.
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