
Pasquale Stanziale filosofo lacaniano, intellettuale dissidente, è un docente di storia e filosofia nei licei, già docente Emerito di Filosofia teoretica presso la Ponteficia Facoltà Teologica It.Mer. – ISSR Caserta. Ha al suo attivo un’ampia pubblicistica nel campo delle Scienze Umane. Negli anni ha prodotto tantissimo in ambiti apparentemente lontani eppure trasversali, per indagare il soggetto: dalla filosofia alla psicoanalisi, dalla ricerca antropologica al teatro e alla letteratura. Molto apprezzato per la sua capacità di leggere ed interpretare la realtà sociale del proprio tempo con analisi puntuali ed affascinanti. Anche noi, incuriositi, abbiamo voluto indagare sulle sue attività e produzioni per capirne di più e conoscere un vero intellettuale nostrano, affermato sia a livello nazionale sia europeo.
«Perché lo psicoanalista Jacques Lacan, considerato l’effettivo erede di Freud è l’intellettuale che più si è avvicinato al mistero del soggetto umano. Il soggetto mi appassiona, come funziona la soggettività umana genera infinite possibilità analitiche culturali».
«Un pensiero forte del ‘900, il suo più grande merito è, probabilmente, l’aver saputo dar forma e sostanza alla sua rivoluzione in senso linguistico della filosofia della mente. Il discorso di Lacan è un viaggio attraverso le strutture della mente, fino alle forme del metapensiero».
«Nei miei libri dedicati a Lacan, mostro come la psicoanalisi lacaniana costituisca, a tutti gli effetti, una imprescindibile antropologia entro cui collocare il soggetto moderno. In particolare sono legato al primo: “Oltre la psicoanalisi – J. Lacan”, che contiene un saggio che inquadra psicoanaliticamente il mondo del Web. Poi Lacan per l’estetica e le Bellezze dell’inconscio, riguardano gli apporti del pensiero lacaniano all’estetica in generale e all’Architettura».
«Assolutamente sì, Lacan offre una nuova visione dell’uomo e del suo inconscio, un campo tutto da arare».
«Sì in effetti è considerato da molti come un libro cult, un testo profetico che, appena agli albori dell’era televisiva, è riuscito a cogliere la pervasività dei mass media e a predire quel dominio delle immagini mediatiche sulla realtà che solo oggi risulta così evidente in ogni aspetto della nostra vita, sempre più tendente alle virtù dell’apparire che dell’essere. Ciò, pur essendo vero, non è che l’aspetto più palese, superficiale e recente di ciò che Debord chiama “spettacolo” e che si presenta piuttosto come il compimento assoluto di un atavico percorso sociale verso l’alienazione».
«È un epoca complessa, una società dalle passioni tristi (Egel), dominata da modelli culturali a cui tutti si rifanno, con il contributo del genocidio culturale che sulle reti mediaset trionfa a favore dell’economia. Il covid ha messo solo in evidenza le contraddizioni che già erano presenti, la globalizzazione che va in crisi, le limitazioni individuali e così via».
«Servirebbe un’altra rivoluzione culturale, autentica, forte come quella lacaniana, come quella del ’68. L’uomo dovrebbe conoscere il suo desiderio e non cedere ai compromessi. Cosa sarebbe disposto a rischiare per esso? La responsabilità è individuale».
«Quello di rendere conto dell’andamento della società, delle tendenze, che in genere sono anticipate dall’arte e dagli artisti come fece Pasolini, vedi la sua critica al consumismo Ma in Italia la filosofia è scadente. In questo momento un vero riferimento è Byung-Chul Han, filosofo coreano ormai naturalizzato tedesco, che insegna filosofia e teoria dei media all’Universität der Künste di Berlino».
«Che siamo fermi in un guado. Una società in transizione, dove il passaggio da comunità a società civile è lento, non omogeneo e dove lo sviluppo culturale è ancora legato al modello contadino che coincide con la società burocratica dell’Italia. Non c’è senso civico, il boss politico non c’è più, ma al suo posto abbiamo le liste civiche, i così detti partiti cartello».
«Perché con San Paolo risulta molto interessante il rapporto tra peccato e legge. E poi San Paolo è un anticipatore del concetto di universalismo, come dimostrato nelle lettere ai romani. Lui ha il merito di aver portato il Cristianesimo nel mondo in maniera strutturata. San Paolo viene ripreso da J. Lacan ed altri psicoanalsiti».
«Ultimamente mi interessa la fisica quantistica e poi rivedrò alcuni aspetti della ricerca dedicata a Cellole e Sessa per capire se ci sono stati dei cambiamenti e in quali settori, sperando che si possa avere presto un passaggio da uno sviluppo senza progresso ad uno sviluppo culturale accompagnato da autentico progresso».
di Fernanda Esposito
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