
Esordio alla regia di Celine Song, Past Lives è in sala dal 14 febbraio e continua a far parlare di sé: I primi mesi del 2024 hanno già visto uscite importanti a livello internazionale: the Zone of Interest (di Jonathan Glazar), Perfect days (di Wim Wenders), Povere Creature! (di Yorgos Lanthimos) sono solo alcuni esempi. Di fianco a nomi così grandi, ormai già consacrati a cult, Past Lives e il primo esordio alla regia dell’artista sudcoreana rischiavano di passare in secondo piano. Ma così non è stato. Il box office, infatti, segna già 26,6 milioni di dollari e sono già due le candidature agli Oscar.
Past Lives racconta di come si sviluppa nel tempo il rapporto tra Nora e Hae Sung, due bambini di Seoul. Oltre ad essere compagni di classe, i due si piacciono molto. La loro amicizia viene però troncata quando, all’età di 12 anni, Nora si trasferisce insieme alla famiglia negli Stati Uniti, per esigenze lavorative dei genitori. La separazione è dolorosa, ma avviene ad un’età in cui sono troppo piccoli per poterne arginare le conseguenze.
La seconda parte del film è ambientata 12 anni dopo, i protagonisti ne hanno ormai 24. Nora lavora per diventare una scrittrice di successo, trasferitasi da sola a New York. Hae Sung, rimasto a Seoul a casa dei genitori, frequenta la facoltà di Ingegneria. Per un caso fortuito, i due riescono a trovarsi sui social. Inizia un lungo scambio messaggi che presto si trasforma in lunghissime videochiamate, sempre più frequenti e dai toni sempre più romantici. Tuttavia, anche qui c’è un’interruzione violenta.
La terza parte del film è ambientata ancora 12 anni dopo. Sia Nora che Hae Sung sono ormai adulti con carriere affermate, una vita propria. Nessuno dei due, però, dimentica l’importanza dell’altro e così, in seguito ad un momento di crisi di Hae Sung, l’uomo va a trovare Nora. Inizia così la riflessione sul tempo e sulle scelte legate alla sua gestione.
In tutte e tre le parti del film, i protagonisti sono costantemente travolti dal tempo. Nella prima parte, l’ombra del futuro incombe sui bambini, separandoli. La scelta degli Stati Uniti o quella di rimanere fedeli al lifestyle coreano sono, infatti, entrambe scelte estremamente plasmanti del futuro.
Segue il capitolo in cui i protagonisti sono giovani adulti 24enni. Per la prima volta, si concretizza la possibilità di vedersi. Ma anche stavolta, il tempo stravolge gli eventi: si tratta dell’estremo focus sul presente, della vera e propria necessità di sfruttare il tempo. Perdere tempo nel 21simo secolo è un’espressione che in quelli che non provoca orrore, quantomeno fa storcere il naso.
Il film si chiude poi con la riflessione sul passato – è stata compiuta la scelta giusta? Cosa sarebbe accaduto compiendo una scelta diversa? C’è in questa parte la rappresentazione di una nostalgia paralizzante, dovuta al continuo rimpianto di ciò che sarebbe potuto essere, sullo sfondo di un mondo che cambia a velocità vertiginosa.
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