
Il Coordinamento Unitario per la Difesa del Patrimonio Bufalino ha annunciato la mobilitazione generale degli allevatori contro l’abbattimento delle bufale e la chiusura delle attività produttive. Oggi, sabato 8 gennaio alle ore 17.00 è prevista una riunione online aperta per discuterne le forme e l’organizzazione.
Secondo quanto si legge nell’invito “le associazioni libere hanno indetto lo stato di agitazione di tutto il comparto dell’area Dop della mozzarella di bufala campana. Dopo mesi di iniziative (denunce, cortei, incontri) che hanno portato a definire una piattaforma unitaria è arrivato il momento di passare ad una nuova fase. Gli allevatori si stanno battendo per mantenere il grande patrimonio dell’allevamento bufalino e della produzione della mozzarella contro la speculazione finanziaria, dei grandi industriali e la malagestione della politica”.
Il piano di intervento della Regione contro i casi sospetti di brucellosi si è, fino ad ora, esplicato nel sostanziale abbattimento indiscriminato delle bufale. Pertanto, questi gli obiettivi della mobilitazione per la tutela del patrimonio bufalino: “Ottenere dalla Regione Campania e dalle altre istituzioni un forte cambio di direzione e metodo rispetto al fallimento delle iniziative gestite fin qui, fondandolo sulla vaccinazione delle mandrie. Aprire un riflettore nazionale e internazionale su una vicenda che finora è stata tenuta in un inquietante silenzio e nella disinformazione. Far uscire il tema dell’allevamento bufalino dalle strumentali logiche con cui è stato fin qui affrontato per porlo nella sua collocazione strategica per il territorio, il Paese e il Made in Italy”.
“È una battaglia per la democrazia e la giustizia sociale, ambientale ed economica che riguarda tutto il Paese e il suo agroalimentare” ha annunciato il Coordinamento. “Chiamiamo gli agricoltori e gli allevatori, i cittadini, le associazioni, i sindacati, i movimenti, gli uomini e le donne delle istituzioni, della tecnica e della scienza, della cultura, della comunicazione a sostenere e condividere la mobilitazione e a partecipare all’incontro”.
Sotto accusa dunque la gestione regionale, rea del mancato confronto con gli allevatori e delle indiscriminate soluzioni adottate, che non rispetterebbero la volontà di tutelare la filiera delle bufale. “Nostro interesse è quello di garantire la soluzione dei problemi e di riaprire la strada di un futuro degno per il comparto bufalino fondato sulla difesa degli interessi degli allevatori, dei trasformatori e dei distributori artigianali, del territorio e dei cittadini”, conclude il Coordinamento.
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