
Niente Oscar per il regista italiano Matteo Garrone. «Io capitano», il film sull’emigrazione africana verso l’Europa, ha beccato un anno davvero difficile: l’Oscar è stato assegnato a «La zona d’Interesse» di Jonathan Glazer. Gli altri film candidati erano «La Società della Neve» di Juan Antonio Bayona, «Perfect Days» di Wim Wenders e «La Sala Professori» di İlker Çatak.
Premiato con la statuetta «La zona d’interesse», film dell’inglese regista che racconta la vita del comandante di Auschwitz e di sua moglie nei pressi del campo di concentramento. Rudolf Hoess e famiglia vivono una vita tranquilla in una tenuta fuori città, tra gioie e problemi quotidiani: lui va al lavoro, lei cura il giardino e i figli giocano tra loro o combinano qualche marachella. C’è un dettaglio però. Accanto a loro, separato solo da un muro, c’è il campo di concentramento di Auschwitz, di cui Hoess è il direttore.
Il film di Matteo Garrone è invece un racconto onirico e nello stesso tempo realistico dell’emigrazione africana verso l’Europa. Matteo Garrone è tornato sui grandi schermi con Io Capitano, un film crudo, diretto, pienamente nel suo stile che racconta le ostilità dei viaggi della speranza dall’Africa, e le storie di chi li intraprende. Il protagonista nel film di Matteo Garrone è Seydou, un ragazzo senegalese con grandi sogni. Vuole diventare una star della musica in Europa per aiutare la sua famiglia. Con il suo miglior amico, decidono di intraprendere un viaggio avventuroso, segretamente da sua madre, attraverso il deserto e il mare. Rimane la soddisfazione e l’orgoglio per questa prova di Garrone e per la sua storia.
All’interno del Dolby Theatre al fianco di Garrone gli attori protagonisti Seydou Sarr e Moustapha Fall, insieme a Mamadou Kouassi, il mediatore culturale che oggi vive a Caserta e che con la sua esperienza ha ispirato il film. Il film è stato premiato con il Leone d’Argento alla 80esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, mentre l’attore protagonista Seydou Sarr ha ricevuto il Premio Marcello Mastroianni.
L’ultimo film italiano ad aggiudicarsi la statuetta come miglior film internazionale, esattamente dieci anni fa, resta quindi «La Grande Bellezza» di Paolo Sorrentino.
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